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Addio al Notaio Gaglione


Il triste annuncio è stato dato sui social.

Ci ha lasciati il Notaio Angelo Gaglione, uno dei più noti a Roma, all'età di 75 anni.


La Redazione di Complitaly si stringe attorno al dolore della famiglia Gaglione.

Riportiamo le parole scritte da Antonello Velardi, pubblicate in un post di cordoglio apparso sui social.

"Se n'è andato l'altro giorno Angelo Gaglione, un nome e un cognome molto marcianisani. Se n'è andato a Roma dove ormai viveva da diversi decenni per via del suo lavoro: era notaio, uno dei notai più noti della Capitale. Aveva 75 anni. I funerali si sono svolti sabato scorso, nella Basilica di Sant'Eugenio, in viale Belle Arti, in quella fetta di Roma che dal lungotevere sale verso i Parioli, che era il mondo di Angelo Gaglione: il Consiglio nazionale del notariato (su via Flaminia) e il suo studio, in viale Rossini (proprio di fronte a Villa Taverna, la residenza romana dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia).


Angelo era appunto ormai romano, ma non aveva mai abbandonato i suoi rapporti con Marcianise, da dove era andato via dopo l'università a Napoli e il concorso vinto. Con lui era andato via, sempre a Roma, anche il fratello Lello, bravissimo dirigente medico al Gemelli, ginecologo con studio nella Capitale ma anche a Marcianise, dove negli anni passati veniva praticamente ogni settimana per fare visita (e molti marcianisani sono nati a Roma, proprio perché a farli nascere è stato lui). Angelo - come Lello - era figlio di un sottufficiale dell'Aeronautica Militare e aveva studiato sodo: negli Anni Settanta il concorso per notaio, allora forse più di adesso, era impegnativo e come un muro insuperabile a protezione di un club che non ammetteva estranei. Angelo non era secchione, apparteneva alla categoria di quelli intelligenti, ma di quelli che hanno studiato. Ne è testimonianza la sua vita, una parte della quale dedicata anche ai piaceri della vita. Ecco, era un bravissimo professionista, ma era tutto fuorché un professionista in grisaglia.


Sono stato più volte nel suo studio, a Roma. Che era un luogo molto pariolino ma anche molto marcianisano, nel senso che lì trovavi sempre qualche marcianisano (tra i collaboratori, tra i praticanti o tra i clienti) e comunque lì valeva il passepartout "Marcianise" già con la segretaria che rispondeva al telefono: la provenienza era titolo preferenziale. Il segno di un legame molto forte, ravvivato dalle rimpatriate a Marcianise, prima più frequenti, poi diradatesi man mano per i molti impegni e per qualche acciacco di salute; rimpatriate che ruotavano attorno al suo rione d'origine, che era San Simeone, e alla piazza, al circolo Vittorio Emanuele dove ritrovava compagni di gioventù e anche di zingarate.


Mi dispiace molto aver saputo con ritardo dell'addio di Angelo e dei suoi funerali: non ho potuto dargli l'ultimo saluto. Come pure mi dispiace che la sua dipartita, discreta come lui stesso voleva essere, possa far scendere un velo sulla sua figura arrivando definitivamente a recidere i legami con Marcianise. Sono i rischi degli strani e lunghi giri della vita: una parte della famiglia si è anche ulteriormente trasferita nel frattempo, a Londra, dove lo studio Gaglione (Notaio Italiano in Inghilterra e Galles Italian Notary in England and Wales) è diventato un riferimento per le imprese e gli italiani in Gran Bretagna. Segue gli aspetti giuridici dell'attività notarile a cavallo tra i due Paesi, e lo fa con molto successo. Ma sarebbe un grave peccato che su questo notaio con il sorriso tutto marcianisano cadesse l'oblio dopo la sua morte, soprattutto perché la figura di Angelo andrebbe conosciuta e additata come esempio, per i giovani che credono ancora nella tenacia e nella fatica degli studi: non era né predestinato né raccomandato, eppure si conquistò un ruolo importante in un mondo di predestinati. E' stato il simbolo di una certa generazione che ha fatto onore alla città: era la "meglio gioventù".


Ad Angelo una dolce carezza; alla moglie Antonietta D'Anna, ai figli, al fratello, a tutti i familiari, le più affettuose condoglianze. Gli sia lieve la terra; sarà per me un colpo ripassare davanti a quello studio ai Parioli e non ritrovare la targhetta con il suo nome. Un nome marcianisano".


 


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