AIRE, cassazione: senza iscrizione si pagano le tasse (anche) in Italia


Cattive notizie per gli italiani che vivono in un altro Paese senza iscriversi all'AIRE.

La Corte di Cassazione, con la recentissima Ordinanza n. 1355/2022, ha sentenziato che in caso di mancata iscrizione all'AIRE, il trasferimento all'estero non rileva ai fini fiscali e si considera soggetto passivo d'imposta il contribuente iscritto per la maggior parte dell'anno nell'anagrafe dei residenti (cioé non iscritto all'AIRE).


La notizia ha trovato subito eco nei gruppi degli italiani nel Regno Unito anche grazie al commercialista Giuseppe Mauro e al suo lavoro di informazione.


Quindi, per chiarire:

1) se un cittadino italiano si iscrive all'AIRE ma di fatto sta la maggior parte dell'anno (almeno 183 giorni) in Italia, deve dichiarare in Italia tutti i suoi redditi, compresi quelli esteri (in questo caso infatti, l'iscrizione all'AIRE é considerata mera condizione formale, da non tenere in considerazione a fini fiscali);


2) se un cittadino italiano NON si iscrive all'AIRE ma di fatto sta la maggior parte dell'anno (almeno 183 giorni) in un altro Paese, deve comunque dichiarare in Italia tutti i suoi redditi, compresi quelli esteri (in questo caso infatti, l'iscrizione all'AIRE cambia natura e da mera condizione formale diviene condizione sostanziale e necessaria a fini fiscali).


Ringraziamo quindi i giudici che ci ricordano ancora una volta che lo stato é sovrano e i cittadini sono sudditi e che le regole che valgono in un senso, non valgono nell'altro.


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