BFI: l'omaggio a Jafar Panahi e alla libertà dell'Iran



Quella di Lunedì 10 Ottobre è stata una giornata importante e toccante al BFI London Film Festival. Un intero pomeriggio è stato dedicato al regista Iraniano Jafar Panahi, detenuto in Iran in quanto oppositore politico, e alle proteste che in questi giorni le Donne Iraniane stanno portando avanti.


Alle 15.30 era previsto un raduno vicino al botteghino del BFI Southbank per mostrare solidarietà a Jafar Panahi, alle Donne che guidano le proteste e a quelle che si spendono per la libertà in Iran. L'invito era stato diffuso qualche giorno fa dalla Direttrice del BFI Tricia Tuttle. A seguire, a conclusione del tributo, c'è stata la première britannica di "Gli orsi non esistono", ultimo lavoro di Panahi, realizzato nella Primavera 2022, prima di essere arrestato e condannato a sei anni di carcere il 19 Luglio.


Quello tra Panahi e l'Iran è un rapporto complesso: già nel 2010 Panahi e il collega regista Mohammad Rasoulof sono stati arrestati per le critiche al Governo Iraniano contenute nei loro film. Dopo due mesi è uscito dal carcere per via della condizionale, ma dopo aver indagato sui colleghi Rasoulof e Mostafa Al-Ahmad è scattato nuovamente l'arresto a Luglio.



Bloccato in Iran dal 2010 non ha mai smesso di realizzare film dal suo isolamento, l'ultima sua opera è appunto "Gli orsi non esistono". Nel film Panahi interpreta sè stesso, un regista costretto a rimanere in un villaggio Iraniano vicino al confine, che cerca di dirigere un cast e una troupe in Turchia. Mentre i suoi attori interpretano la loro storia di tentata fuga in Europa, Panahi si ritrova a scontrarsi con il sospetto e le tradizioni locali. Nonostante la simbologia dietro a quest'opera, il significato di "lotta all'oppressione", si percepisce un autoritratto spiritoso, che abbraccia il tragicomico.


ENGLISH VERSION


BFI: A TRIBUTE TO JAFAR PANAHI AND IRAN'S FREEDOM


Monday October 10 was an important and moving day at the BFI London Film Festival. An entire afternoon was dedicated to the Iranian director Jafar Panahi, detained in Iran as a political opponent, and to the protests that these days Iranian Women are carrying out.


At 3:30 PM, a rally was planned near the BFI Southbank box office to show solidarity with Jafar Panahi, the Women leading the protests and those who spend on freedom in Iran. The invitation was issued a few days ago by BFI Director Tricia Tuttle. Then, at the end of the tribute, there was the British premiere of "No Bears", Panahi’s last work, made in Spring 2022, before being arrested and sentenced to six years in prison on July 19.


The relationship between Panahi and Iran is complex: already in 2010 Panahi and fellow director Mohammad Rasoulof were arrested for the criticism of the Iranian Government contained in their films. After two months he was released from prison because of his conditional release, but after investigating colleagues Rasoulof and Mostafa Al-Ahmad he was arrested again in July.


Stuck in Iran since 2010 he never stopped making films from his isolation, his last work is precisely "No Bears". In the film Panahi plays himself, a director forced to stay in an Iranian village near the border, trying to direct a cast and a crew in Turkey. While his actors interpret their story of attempted escape to Europe, Panahi finds himself clashing with local suspicion and traditions. Despite the symbolism behind this work, the meaning of "fight against oppression", one perceives a comic self-portrait, embracing the tragicomic.



 




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