Comites di Londra: intervista alla Vice Presidente Francesca Doria


Al termine del 2021 si è formato il nuovo Comites di Londra, a seguito delle elezioni tenutesi lo scorso 3 dicembre.


Dopo l’intervista al neo eletto Presidente Alessandro Gaglione, abbiamo intervistato la Vice Presidente Francesca Doria, la quale ci ha parlato un po’ di sè, raccontandoci anche la sua esperienza all’interno del Comites e le responsabilità derivanti dal suo ruolo.


Sei stata eletta Vice Presidente per il Comites di Londra, che vanta di essere tra i più grandi Comites del mondo: che responsabilità è questa per te e cosa metterai in questo impegno?

Mi sono presentata alle elezioni e, successivamente, mi sono candidata a far parte dell’esecutivo del Comites per offrire il mio punto di vista e mettere a disposizione la mia esperienza pregressa. L’elezione alla vicepresindenza è una responsabilità che accetto serenamente, con la convinzione di portare avanti una visione del Comites aperto e integrato e di poter assistere al meglio anche il nostro Presidente nei suoi numerosissimi impegni. I miei obiettivi non cambiano. Ho detto in campagna che mi sarei impegnata ad ampliare i servizi e sportelli offerti dal Comites di Londra, nonchè a creare reti di collaborazioni con enti/associazioni/charity, italiane e non, per rendere il Comites più conosciuto e inserito nella comunità italiana. Mi sto impegnando già in questo senso e spero di riuscirci, con l’aiuto degli altri consiglieri.


Non è la tua prima volta in un Comites: raccontaci la tua passata esperienza e cosa ti ha lasciato.

Nel 2015 partecipai alle elezioni del Comites di Lione, in Francia. Lavoravo già da anni presso un ente di Patronato, quindi al fianco della comunità italiana e in diversi Paesi, constatando bisogni e necessità dei nostri connazionali. Ma l’esperienza del Comites fu senza dubbio un momento di incontro con tutta la comunità, a 360 gradi: prima emigrazione, associazioni italiane, seconda e terza generazione, nuove mobilità, professionisti, istituzioni. Il ruolo di Presidente mi permise di avvicinarmi a tutti, molto rapidamente.

Quella bellissima esperienza mi ha insegnato come la nostra comunità all’estero sia varia e complessa, e come un Comites debba saper essere vicino a tutte le sue sfaccettature. La stima dimostrata dai miei ex compagni di avventura e delle tante persone incontrate in quei 3 anni di mandato, mi lasciano pensare che l’idea di un Comites aperto e vicino alla gente, che sa inserirsi e fare rete con tutti, è quella giusta.


Quali sono le difficoltà maggiori che questo Comites, secondo te, dovrà affrontare nei prossimi 5 anni?

In questo momento iniziale di attività, sono portata a dire che probabilmente la sfida più importante che questo Comites dovrà affrontare, sarà quella di saper coordinare gli sforzi di tutti efficacemente. Le persone ci hanno votato per questo.

Il Comites di Londra è uno dei più popolosi del mondo, la competizione e la mediatizzazione in fase di campagna sono state molto presenti. Con i suoi 18 consiglieri neoeletti provenienti da liste diverse, bisogna adesso organizzarsi, portare avanti progetti realmente utili e riuscire a riavvicinarsi ai connazionali, che troppo poco conoscono quest’organismo di rappresentanza. Oltre alla Brexit, che rende la situazione del Regno Unito molto complessa, la vicinanza a tutte le aree della circoscrizione e un rapporto costante con il nostro Consolato saranno essenziali. D’altra parte sono contenta di aver incontrato tante persone con cui condivido visione e obiettivi.


Oltre ad essere vice-presidente sei anche donna e mamma: raccontaci Francesca.

Sono mamma di due bambini nati in Francia e arrivati nel Regno Unito 3 anni e mezzo fa. Con mio marito francese, facciamo quindi parte dei tanti cittadini europei che vivono nella capitale al fianco di tante persone di nazionalità diverse. L’esperienza inglese è stata molto positiva (malgrado la pandemia e le restrizioni), i miei figli hanno saputo adattarsi alla nuova cultura e lingua rapidamente, grazie anche ai tantissimi consigli delle mamme espatriate e trovatesi nella stessa situazione. Questa grande rete di mamme, incontrate grazie alla scuola (ma anche sui social, nel gruppo delle mamme italiane in Gran Bretagna che più che un semplice gruppo, è una miniera di informazioni, gestito da persone brillanti ed equilibrate), mi ha avvicinata e sensibilizzata alle esigenze e alle attività dedicate ai bambini italiani in UK. Oggi, è anche la loro realtà che rappresenterò nel Comites.


Qual è il messaggio che vuoi lanciare ai connazionali italiani in UK?

Avvicinatevi al Comites. Non solo chi non lo conosce, ma anche chi ne conosce l’esistenza ed è scettico o diffidente, seguiteci, contattateci con le vostre esigenze e le vostre idee. Il Comites è formato da 18 persone che partecipano a titolo volontario, ma per essere efficace ha bisogno anche della collaborazione di tante persone/enti/gruppi/associazioni che hanno voglia di dare una mano. I bisogni sono diversi a seconda delle fasce di età, delle vostre situazioni e delle vostre aree geografiche. Bisognerà ascoltare ed agire, la sfida è riuscire a rappresentare efficacemente tutti. Noi ci muoveremo per avvicinarci su vari livelli, anche alle zone periferiche, ma abbiamo bisogno di voi e della vostra partecipazione per poter svolgere il nostro ruolo al meglio.


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