COMITES Manchester: Cesare Ardito spiega le motivazioni delle sue dimissioni


Cesare Ardito dopo le dimissioni di addetto stampa del COM.IT.ES di Manchester ha affidato ad un post fiume sul web, la spiegazione dei motivi che lo hanno portato ad abbandonare il suo ruolo. Riportiamo in maniera integrale le sue parole:


Il 30 settembre mi sono dimesso da ogni incarico relativo alla comunicazione del Comites. Vi spiego il perché, cominciando dal contesto. Se lo conoscete, saltate i paragrafi fino a quello con la 🥕.


Da più di un mese il Comites di Manchester sta avendo forti problemi interni. La composizione del Comites è di 12 consiglieri: 6 seggi alla lista MIE, 4 alla lista Costruiamo il Domani (che è la lista delle ACLI, quindi d’ora in poi abbrevierò “ACLI”), 2 alla lista Italia4Italy (di cui faccio parte).


Dal 20 dicembre 2021 il Comites era guidato da un asse MIE-ACLI, dove la presidenza è ricoperta dal MIE e le altre cariche (Vicepresidenza, esecutivo e Segretario) da membri delle ACLI, con Italia4Italy (cioè io e l’altra consigliera eletta, Tegolo) all’opposizione.

A fine agosto, tale asse si rompe: cinque giorni prima dell’assemblea del 3 settembre riceviamo la comunicazione delle dimissioni dei consiglieri della lista ACLI da tutti gli incarichi. Questa comunicazione è poi stata resa pubblica (credo da loro stessi) qualche settimana dopo, la trovate ad esempio qui, o comunque con interventi diretti nella prima mezz’ora della riunione del 16 settembre.


A quel punto l’assemblea viene rimandata, e seguono settimane di comprensibile caos in cui si cerca di costruire una qualche maggioranza, con la scadenza incombente della presentazione del bilancio preventivo 2023 entro il 30 settembre (anche se questa è la scadenza procedurale per mandarlo al Consolato: la scadenza per mandarlo al MAECI, che poi è l’ente che decide e finanzia, è il 31 ottobre, Art.3 Comma 3 Legge 286/2003). A rendere la tempistica ancora più infelice c’è il fatto che il 30 settembre è (era) anche la deadline per i progetti integrativi, che il Comites aveva chiesto alla comunità di sottoporre nonché quelli dei consiglieri (io, ve lo dissi, ne avevo due).


A costruire una maggioranza ci ho provato anche io, fallendo. Ça va sans dire, non ho presentato i miei progetti e ho anzi invitato il Comites a non presentarne proprio, per non prendere impegni con terzi in una situazione così precaria rischiando poi di non mantenerli, con il relativo danno di immagine, e danno ai suddetti terzi.


All’assemblea del 16 settembre si è arrivati quindi senza un accordo tra le parti, e con la mediazione del Console si è deciso di rimandare tutto all’assemblea successiva del 27 settembre… assemblea successiva in cui, essenzialmente, si è arrivati ancora senza un accordo tra le parti. Ma non importa: la legge istitutiva dei Comites è scritta in modo da assicurare che le cariche siano ricoperte, e per operare è necessario che lo siano. In parole povere: se non eleggi le cariche, non fai nient’altro. Quindi: i consiglieri ACLI si sono candidati a tutte le cariche e, votandosi solo a vicenda (dunque per ciascuna carica 3 sì, gli altri astenuti), hanno assunto gli incarichi di Presidente, Vicepresidente, esecutivo, Segretario e tesoriere, e hanno elaborato in due giorni e due notti (cito) un bilancio preventivo.


Ora, va detto, il bilancio preventivo non è una cosa facilissima da elaborare. Servono, oltre alle cifre e alle relazioni in se, anche dei giustificativi di vario tipo. Se siete curiosi, leggetevi la circolare che ne parla e capirete che l’impresa non è delle più facili.

L’avrete capito, non è andata benissimo. Nella riunione del 30 settembre il preventivo è stato bocciato dall’assemblea 4 a 5 (io non potevo essere presente per impegni personali, ma sarebbe stato 4 a 6). In risposta, i consiglieri ACLI si sono dimessi da tutte le cariche e, al momento, questo è il capitolo (pubblico) più recente delle vicende, almeno fino alla prossima riunione che sarà l’11 ottobre.


I motivi della bocciatura sono svariati e mi vedono in gran parte concorde, ma sono stati approfonditi in riunione da chi era presente e, ex regolamento interno, Art 18 comma 1: il voto dell'Assemblea contrario ad una proposta dell'Esecutivo ne comporta la decadenza, quindi parlarne non serve. Quando un nuovo esecutivo presenterà un nuovo preventivo, parleremo di quello.


🥕 Vi ho spiegato il contesto: non vi sarà sfuggito che il 30 settembre è anche il giorno in cui mi sono dimesso dal mio ruolo nella comunicazione, abbandonando la gestione di sportello, sito web e pagina Facebook (per quanto riguarda il Comites. Invece, I3Italy è più attivo che mai). Ve lo devo, quindi vi spiego perché.


Come sapete io mi sono candidato per fare comunicazione, in sintesi per dare al Comites la capacità di informare, e di aiutare velocemente ed efficacemente chi si rivolge ad esso che, ahimè, mancava nel precedente. E, devo dire, i progetti che ho presentato al Comites erano stati accolti favorevolmente dall’assemblea; con tutte le modifiche e le cautele del caso, ma favorevolmente.


Ve l’avevo spiegato assai in dettaglio: ho rinnovato logo e veste grafica della pagina Facebook, ho creato un nuovo sito web orientato all’assistenza e alla comunicazione agile, ho ideato e gestito il servizio di sportello e risposto a centinaia di enquiries, andando dal banale signposting al portare alcune situazioni all’attenzione del Consolato. Tutto ciò a costo zero non solo per scelta, ma anche per necessità: il Comites finora non ha speso un euro, perché il conto in banca è stato bloccato per vari mesi e i finanziamenti del 2022 non sono ancora stati erogati, non essendo stato accettato per ben due volte il bilancio consuntivo del 2021 (i cui 354/365mi sono relativi alla scorsa gestione, ma questa è un’altra storia).


A livello formale, ciò è stato fatto presiedendo la Commissione Comunicazione composta, insieme a me, dall’allora segretario e dall’allora vicepresidente, entrambi consiglieri eletti nella lista ACLI. E, all’interno della commissione, abbiamo lavorato bene e in un clima molto disteso. Essenzialmente su tre fronti, uno ciascuno: digitale, istituzionale, stampa.

Attriti con il Comites ce ne sono stati, di vario tipo, ma non sono mai andati a toccare la comunicazione perché, conscio del contesto, avevo scelto di procedere solo dopo aver elaborato chiare linee guida che permettessero di navigare anche situazioni di instabilità senza interrompere l’attività. Insomma, per capirci: anche nel giorno in cui tutte le cariche erano dimissionarie io rispondevo a email dei cittadini rivolte al Comites, e lo facevo pienamente legittimato da una delibera dell’assemblea.


Immaginate dunque la mia sorpresa quando il 30 settembre, mattina, apro il bilancio preventivo (a dire il vero avevo ricevuto un leak al riguardo la sera prima, ma concedetemi la boutade) e trovo tre documenti allegati: due tabelle, e una relazione sintetica in cui appare questo paragrafo:

Ora, tale “preventivo richiesto” (a terzi) non era in realtà allegato all’email, ma he who seeks finds. Eccolo:

Come avete potuto leggere ciò si univa, peraltro, ad un progetto integrativo per l’importo di £10800 che comprendeva ogni altra attività di comunicazione (tranne lo Sportello).

E quindi: arriva all’assemblea nel bilancio preventivo per l’anno 2023 una proposta di progetto a tutto tondo di comunicazione, da finanzarsi per £2000+£10800 tra finanziamento ordinario e straordinario. Isn’t there somebody you forgot to ask?


L’email che ho inviato ai consiglieri venti minuti dopo - il tempo di scriverla - diceva, tra le altre cose, “riscontrato un bilancio preventivo presentato all'assemblea che contiene la proposta di stanziare ben £2000 (il 6.6% del bilancio totale) per la realizzazione di 12 locandine di eventi non identificati e 12 "grafiche per post social", da corrispondersi ad un ente terzo, peraltro da inserirsi su social network sui quali in due casi su tre il Comites non è al momento neppure presente […], non ho altra scelta che rassegnare le mie dimissioni da presidente e membro della commissione comunicazione e, contestualmente, interrompere la mia attività di gestione di pagina Facebook, sito web, e Sportello, con effetto dal momento in cui ne prenderete atto in assemblea o comunque dal 1 ottobre.”.


In sunto, apprendevo tutto ciò dalla bozza del bilancio preventivo senza alcun diretto coinvolgimento, pur essendo sia nella forma che nella sostanza la persona che ha gestito la comunicazione digitale da febbraio ad oggi.


Se pensate che il problema sia stato la fretta, vi do due scoop: il primo, per altri motivi mi sono sentito telefonicamente o tramite chat/email con due consiglieri ACLI tra il 28 e il 29 settembre. Il secondo: la proposta relativa al finanziamento ordinario di cui sopra è stata elaborata (o perfezionata?) con l’ente terzo in questione sempre tra il 28 e il 29 settembre. Quindi il tempo di telefonare c’era…


L’unica comunicazione era stata un’email in cui si invitavano i consiglieri, se avevano progetti che volevano fossero valutati per il preventivo, a comunicarli all’esecutivo. Ammetto di non aver pensato di dover comunicare il mio progetto di lasciare le cose esattamente come stavano spendendo zero euro in più.


Anzi, non posso non chiedermi: vista la fretta, davvero era necessario investire tutto questo tempo (e chiedere tutti questi soldi) per riformare quella che, di fatto, era l’unica cosa del Comites che stava funzionando bene?

Per essere chiari: non sto parlando del merito della proposta: non l’avrei condivisa (come non l’ha condivisa l’assemblea 🥳), ma non è questo il punto. Il punto è politico: il nuovo esecutivo ha voluto scavalcare l’attuale gestione della comunicazione, e ha presentato all’assemblea una nuova proposta per il 2023, da sottoporre al Ministero, proponendo di affidarla a terzi al costo di £12800. Ciò peraltro modificandone sostanzialmente i costi, la filosofia, e le modalità (esempio: al momento il Comites non è su Twitter o Linkedin).

Senza girarci troppo intorno, ci sarete attivati da soli: si tratta di un benservito a me.

È una scelta politica come un’altra, e la mia risposta sempre politica non poteva che essere, a malincuore, di prenderne atto e andarmene, dopo avere invitato l’Assemblea a bocciare l’intero preventivo (🥳).


Non posso fare comunicazione per un Comites il cui esecutivo, di proprio pugno, ha presentato tale proposta e non posso neppure farla post-bocciatura (🥳) e dimissioni dello stesso, perché sarei rimasto in minoranza nella “mia” stessa commissione: gli altri due membri sono tra coloro che hanno elaborato questo preventivo e votato a favore dello stesso senza modifiche sul tema anche dopo aver ricevuto varie osservazioni in merito durante il dibattito.


Non so dirvi l’attuale stato delle cose perché, sicuramente, ci sono questioni più importanti e dunque al momento il tema non è stato affrontato in assemblea. Se rimane in piedi l’infrastruttura che ho costruito e la usa qualcun altro, meglio di niente. Se crolla tutto, pazienza: siete sopravvissuti dal 2014 al 2021, sopravviverete ancora!

Però, ecco, il finale è lo stesso del precedente post: per favore qualsiasi post, grafica, email, commento, risposta, volantino, poster, piccione viaggiatore arrivi dal Comites dopo il 1 ottobre 2022 sappiate che non sono più coinvolto in esso più di un semplice consigliere di opposizione, e fate dunque le vostre considerazioni nel bene e nel male, cum grano salis.


Concludo con una nota di colore: il caso vuole che I3Italy, il mio progetto non-profit indipendente di comunicazione per italiani in Inghilterra, abbia ottenuto un “Flying Starter Award” di… £2000. Seguitemi se volete vedere quante cose si possono fare con quel budget quando a farle è un volontario!

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