Covid, Locatelli: “ogni giorno riceviamo cancellazioni, il Natale è rovinato”


Il settore della ristorazione a Londra sta subendo un duro colpo ed è di nuovo in ginocchio a causa dell’aumento importante dei casi Covid, soprattutto legati alla variante Omicron. La paura dei contagi si sta trasformando in un’ondata dì cancellazioni e disdette che non sta risparmiando nessuno. Molti i pub della catena Fullers che sono già chiusi, così come quelli della grande catena Greene King che hanno riscontrato fino ad un 50% dì cancellazioni per i servizi del periodo natalizio.

Anche i ristoranti italiani non sono esenti, come riporta Giorgio Locatelli, chef stellato dell’omonima Locanda e giudice dì Masterchef Italia: “Sembrava dovesse essere un Natale fantastico, ora ogni giorno registriamo circa il 50% di cancellazioni. Alla fine di ottobre e inizio novembre avevamo praticamente il ristorante completamente prenotato fino a dicembre, con le nuove direttive che sta dando Johnson e con l’aumento dei contagi, stiamo avendo alcuni giorni il 40%, altri il 60% di cancellazioni. Tutti i pranzi di business sono stati cancellati. Eravamo carichi, attendevamo un Natale e un fine anno fantastici, ci troviamo davanti un periodo di incertezza incredibile. Non sappiamo quanto tempo riusciremo a stare ancora aperti. Sono quasi convinto che avremo un altro lockdown”.


L’effetto cancellazioni si riflette oltre che sull’economia aziendale anche sul morale dei dipendenti, andando a creare incertezza e preoccupazione su quello che può essere il futuro a breve termine: ”Se arrivi a un lockdown - continua Locatelli - sicuramente ci saranno degli aiuti per pagare gli stipendi al personale, ma stanno tutti sulle spine”.


Il Covid non è l’unico problema che affligge il settore della ristorazione tanto che anche in tema dì Brexit lo chef Locatelli non si risparmia: ”Londra sta soffrendo tantissimo. Abbiamo avuto un calo di interesse da parte dei ragazzi europei, specie quelli che facevano qui l’Erasmus e non possono più scegliere l’Inghilterra. Al momento ci sono troppe difficoltà a ottenere un permesso di lavoro, specie se non hai una qualificazione. Tutti i ristoranti di Londra stanno cercando qualcuno: si parla di 150mila unità in meno. Hotel hanno chiuso due o tre piani, non perché non avessero clientela, ma perché non avevano la capacità di garantire il servizio in camera. C’è il problema dell’importazione. Alla dogana non si capiscono le regole, tanti prodotti vengono fermati e non si sa perché. Prima lavoravamo molto bene con l’Italia, specie con i prodotti freschi, ora le certificazioni per entrare in Inghilterra sono complicatissime, tanti trasportatori si rifiutano di fare qui le consegne. Viene penalizzato chi si preoccupa della qualità e collabora con i produttori piccoli. Per i più grandi le importazioni pesano meno. Il made in Italy è più penalizzato delle produzioni da supermercato. Ma per noi è basilare che si vada a mangiare al ristorante qualcosa che non trovi al supermercato”.


Intanto il cancelliere Sunak ha varato un piano dì supporto all’hospitality da un 1 miliardo e il settore è in attesa dì capire quelle che saranno le nuove restrizioni che potranno essere varate già dal 27 dicembre.


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