Covid, UK: 1,7 milioni di britannici disoccupati


A gennaio 2021 sono stati registrati ben 1,7 milioni di disoccupati nel Regno Unito, con 11.000 posti di lavoro persi durante il terzo lockdown nazionale. Dopo un anno dall'inizio del primo lockdown, altre 693.000 persone sono rimaste senza lavoro a causa della pandemia da Covid-19. Il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è superiore dell'1,1% rispetto all'anno precedente.

Più della metà dei posti di lavoro persi nel Regno Unito riguardano il settore dell'hospitality messo a dura prova a causa della pandemia.


Secondo i dati registrati dall'ONS, molti posti di lavoro sono stati persi anche nel settore della vendita al dettaglio ed oltre il 60% dei disoccupati dell'ultimo anno riguarda gli under 25, segno che la crisi sta mettendo in difficoltà soprattutto i più giovani .

Il tasso di disoccupazione tra gli uomini ha raggiunto il 5,2%, mentre tra le donne è del 4,7%, entrambi in aumento dell'1,1% rispetto al 2020. L'ONS ha inoltre stimato che 11 dipendenti su 1.000 sono stati licenziati nei tre mesi fino a gennaio 2021.


Ruth Gregory, economista senior del Regno Unito presso il gruppo di ricerca Capital Economics, ha affermato: "Ci aspettiamo che il tasso di disoccupazione aumenti ulteriormente fino a un picco del 6% entro l'inizio del 2022, ma sarebbe un risultato molto migliore di quanto la maggior parte temeva solo pochi mesi fa".


La piattaforma Reed ha registrato un aumento delle opportunità di lavoro nei settori più colpiti dalla pandemia, con il 38% in più di posti di lavoro nel settore del tempo libero e del turismo e quasi 2.000 posti nell'ambito dell'hospitality nelle prime due settimane di marzo.


James Reed, di Reed Recruitment, ha dichiarato: "L'economia è stata sostenuta durante questa crisi da un sostanziale intervento del governo e dall'incredibile spirito imprenditoriale del Regno Unito. Una testimonianza degli sforzi e della resilienza delle imprese negli ultimi dodici mesi è che ora stiamo iniziando a vedere emergere opportunità di lavoro in settori precedentemente decimati dalla pandemia".

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