Georgette Polizzi si racconta alle mamme di Londra: “Sono follemente innamorata della vita”

Updated: 5 days ago


Intervista di Monica Costa


All’evento organizzato ad ottobre a Milano da Nuna - marca internazionale di passeggini e prodotti per bambini - in onore di Georgette Polizzi, noi ospiti siamo stati muniti di pennelli e colori e siamo stati incoraggiati a schizzare i muri e i mobili di un salottino bianco messo a disposizione per l’occasione. Per emulare l’artista presente, naturalmente. Georgette ha voluto che la gente rompesse il tabù che non si possono sporcare i muri delle case. Lei è un talento molto speciale. E’ una ragazza che ha sofferto tanto nella vita ma che, nonostante tutto, la ama in modo esagerato. La qualità che più contraddistingue Georgette è l’umiltà. Una qualità molto apprezzata, ma anche rara al giorno d’oggi che vede il crescere incessante dell'individualismo fomentato dalla frenesia dei social. E pensare che lei ci sguazza sui social. La sua partecipazione a Temptation Island e la sua popolarità su Instagram non ha intaccato Georgette. Lei è sempre dolce, presente, vera, autentica e genuina. La sua bellezza viene da dentro. La sua personalità mi ha commosso e spero che emozioni anche voi.


MC: Georgette, la festa organizzata da Nuna in tuo onore è stata bellissima. Ti ho visto emozionata, circondata da tanti amici e dai tuoi grandi amori, la tua bambina e tuo marito. E’ vedo vedere individui che si lasciano andare, perché dimostra quanto ci teniamo alle persone anche se il mondo di oggi è cambiato.

Cosa ha ispirato il design della nuova linea di NUNA? Come hai creato questa linea così particolare?


GP: E’ nato tutto da un errore. Come sempre nella mia vita le cose più belle mi succedono per caso. Avevo scelto NUNA come linea di passeggini per la nascita di mia figlia Sole. Però li vedevo troppo neutri. E quindi li ho schizzati di colore. Ho scelto i colori dell’arcobaleno, che emoziona qualsiasi persona. L’arcobaleno non è solo gioioso di per se’ ma è anche il simbolo della pace, e in tempi recenti è diventato anche un simbolo di inclusività. Solo che una volta schizzati, mi sono resa conto che, dato che gli articoli di NUNA sono robusti e di alta qualità, il colore non teneva e veniva via tutto. Quindi ho chiamato NUNA e ho spiegato quello che avevo fatto e ho chiesto come potevo fare per personalizzare il mio passeggino. Loro hanno visto il mio progetto e ne sono rimasti entusiasti. Hanno così deciso di farlo diventare realtà ed è così che è nata la nuova collezione firmata da me.

MC: Sei proprio creativa e intraprendente. Ma mi piace anche l’apertura di NUNA a idee innovative. Cosa bolle in pentola per questa collaborazione?


GP: Se svelo tutto adesso, quelli di NUNA mi uccidono. Diciamo che non ci siamo fermati alla linea dei passeggini. Vedrai molti altri prodotti in arrivo nella primavera del 2023.


MC: Quando hai cominciato a dipingere?


GP: Sempre per un errore. La mia vita nasce da tanti errori. 20 anni fa, in un periodo economicamente poco favorevole, non avevo nemmeno i soldi per comprarmi una scatoletta di tonno. Vivevo in un appartamento in prestito. Con la mia goffaggine ho rovesciato del caffè su un muro bianchissimo. Ero disperata perché non era casa mia. Sono andata in un negozio e per 5 euro ho comprato del colore da pittura da muro. Ho cominciato a dipingere il muro e mi sono sporcata la maglietta. Il colore non è venuto via. Ho messo una foto sui social e la gente è impazzita. E mi sono chiesta: “Vuoi vedere che se faccio le magliette sporche di colore, la gente se le compra?”. E da lì è nato tutto. Grazie ad un errore. Poi invece il fatto di dipingere veramente, è nato dopo la diagnosi della mia malattia (la sclerosi multipla). Quando ho perso la sensibilità delle mani ho acquisito la capacità di dipingere. Ricordo che Marco, un mio collaboratore, mi spinse a provare a fare dei disegni perché vedeva in me le potenzialità. Questo mi ha sbloccato e mi ha fatto capire che dipingere mi veniva naturale, anche se io non ho studiato arte.

MC: Sei un po’ come Forrest Gump che aveva creato una linea di magliette per caso mentre correva. Sei la nostra Forrest Gump italiana.

Nonostante l’infanzia difficile e la malattia, la tua energia e motivazione sono immense. Dove trovi tutta questa forza per affrontare le sfide della quotidianità?


GP: Chi mi vive da vicino sa quanta fatica mi costa. Ma io sono follemente innamorata della vita, nonostante tutto. Perché ho imparato negli anni che se passi la vita ad essere arrabbiata con lei, lei non ti sorride. Se tu invece le sorridi anche nelle avversità e impari a volerle bene, ad amarla veramente, vivi in maniera completamente diversa. Quindi tutto ciò che è male, io cerco di convertirlo in bene e di recuperare le energie per essere carica. Perché, per esempio, se passi una giornata a piangerti addosso, attirerai ancora più energie negative. Se invece rimani positiva, ti fai un bel calice di vino rosso, ti mangi qualcosa di buono e ti guardi un bel film, già cambia tutto. E questo è il mio modo di vivere. Sono una fan del libro The Secret, che mi ha cambiato la vita. L’ho letto più volte. Se lo leggi al momento giusto, con la testa giusta, ti cambia la vita. Se invece lo leggi così per leggerlo, non cambia niente.


MC: Anche io ci ho sempre creduto nel mantra di The Secret. E’ la legge dell’attrazione universale. La positività è energia positiva che attrae altra energia. Ma è questione anche di personalità.


GP: E’ il mio mantra di vita.


MC: Che tipo di mamma sei per Sole?


GP: Sono molto apprensiva, vivo sempre con l’ansia che le possa succedere qualcosa, però sono anche una mamma molto stimolante. Sole sembra una bambina di un anno anche se ha solo 8 mesi. Fa tante cose e io mi diverto a stare con lei. Diciamo che sono una mamma coinvolgente. Voglio che mia figlia viva una vita piena di colore e di emozioni. Non la lascio mai in pace. Spero per lei di essere un punto di riferimento.

MC: Sei un sole per lei. Sole è un bellissimo nome per una bambina. Cosa ti piace di più della maternità?


GP: Ciò che amo di più della maternità è che abbia portato un senso di responsabilità nella mia vita. Prima dell’arrivo di Sole, tornavo a casa, prendevo i pantaloni, li buttavo per aria e li lasciavo per terra anche una settimana, senza preoccuparmi minimamente di nulla. Adesso invece sono super organizzata. Mi sveglio, faccio la lavastoviglie, preparo il brodo, faccio tutte le pappette per Sole. Non compro niente di già pronto. E invece prima pensavo che sarei stata la mamma della pappa pronta al microonde. Adesso tutti i giorni sistemo, lavo i suoi vestiti, metto a posto. Sono diventata proprio una donna di casa a 360 gradi. Prima non ero assolutamente così. Quindi la maternità ha portato ordine nella via vita.


MC: Quando nasce un figlio, scatta qualcosa in noi donne… Vogliamo solo dare il meglio alle nostre creature.


GP: Scattano cose assurde. Anche il sonno, non credevo di poterlo gestire. E invece mi sveglio sempre al momento giusto senza problemi.


MC: Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?


GP: Io ho un palazzo di 112 piani con stanze piene di cassetti.


MC: Chi ama la vita, ha tanti sogni da realizzare. Apriamone solo un paio per oggi.


GP: Il mio sogno più grande è firmare collaborazioni importanti come è stata quella per NUNA. Un domani mi piacerebbe vedere il nome Balenciaga by Georgette Polizzi. Mi piacerebbe avere la possibilità di mettere la mia arte a disposizione della moda. Da un altro lato, e ci sto già lavorando, mi piacerebbe ‘customizzare’ complementi d’arredo e automobili.


MC: Apriamo un altro cassettino. Che sogno vorresti realizzare in futuro a livello personale?


GP: Te lo dico così anche se so che non è fattibile.

Vorrei guarire.


MC: Tutto è possibile. La medicina fa passi da giganti. Sarebbe un gran regalo per la tua famiglia.


GP: Avere la salute sarebbe il mio sogno più grande. Lo desidero soprattutto per loro. Io ci credo. Nelle malattie auto-immuni come la sclerosi multipla, la testa fa tantissimo. I medici si stupirono di vedermi in piedi dopo poco tempo.

Comunque, Monica, quando guarisco ti chiamo.


MC: Io ci conto. Ti organizzo una festa spettacolare a Londra.


GP: Ogni promessa è un debito. A proposito di Londra…. Ho visto la pubblicità di Nuna da Harrods. Che sogno. Non vedo l’ora di incontrarci con questa prospettiva…


 



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