Gli odori e i sapori della nostra infanzia: cosa ci fa tornare bambini



Nel 1913 lo scrittore francese Marcel Proust nel primo volume de "Alla ricerca del tempo perduto", raccontava una scena in cui il protagonista, assaggiando una madeleine, viene pervaso da un ricordo del lontano passato. Il sapore di quel banale dolcetto è in grado di far ricordare qualcosa di apparentemente dimenticato. Se ci pensiamo bene questo è quello che succede ad ognuno di noi, immancabilmente legati a dei sapori, a dei profumi, che ci riportano a quando eravamo bambini. Questo fatto ci mostra tutta l'importanza dei sensi e dell'effetto che hanno sui ricordi. Ecco allora che un viaggio nel passato con una lista di quegli oggetti (anch'essi dotati spesso di odori caratteristici) e di quei cibi iconici, che hanno fatto parte delle nostre vite, può ancora oggi in qualche modo trasmetterci grandi emozioni.


Pastelli a cera



Fin dai primi anni di vita i nostri genitori e poi i maestri dell'asilo e delle elementari ci facevano disegnare con i pastelli a cera. Il loro peculiare odore quasi stantio allo stesso tempo si amava e si odiava e poi con quanta facilità si spezzavano o si consumavano. Nelle cantine e nelle soffitte è facile trovare ancora qualche pastello buttato qua e là. Certamente non ci permettevano di fare grandi capolavori, ma quanti ricordi.


Vinavil



Da decenni in commercio, questa colla in polivinilacetato veniva usata moltissimo per fare i lavoretti a scuola. Aveva questo profumo dolciastro che spesso portava molti bambini a mangiarsela, ma per fortuna la maggior parte di noi la usava solo per spalmarsela sui palmi delle mani, lasciarla asciugare qualche minuto e fingere di avere una seconda pelle. La parte più divertente in assoluto era quando si iniziava a togliere dalle mani la pellicola che si era formata. I più bravi riuscivano a toglierla intera e a fare la forma della propria mano.


Pongo e Das



Entrambi materiali modellabili, il primo aveva un leggero odore di plastica, ma il secondo aveva quell'odore fortissimo che ricordava qualcosa di chimico o che ha a che fare con la vernice. Il Pongo era forse quello più diffuso, perchè meno costoso e facile da utilizzare, l'importante era cercare di non mescolare i pezzi di vari colori. Trattandosi di giochi per bambini era quasi inevitabile e alla fine ci si ritrovava costretti a giocare con una massa informe di un colore indefinito tra il marrone e il nero. Il Das invece ancora oggi non si sa bene come andava usato, anche perchè che ne sapevamo noi da piccoli, però chi ce l'aveva si divertiva: monocolore, grigio precisamente, dotato di un odore penetrante e assuefante e modellabile solo a mani bagnate per renderlo morbido. Ci faceva sentire quasi abili artigiani.


Crystal Ball



Forse il gioco dotato dell'odore più micidiale, che diventava profumo perchè era impossibile non amarlo. Si trattava di una sorta di mastice in tubetto, che doveva essere messo sulla punta di una cannuccia di plastica rigida, attraverso la quale soffiare per gonfiare magicamente un palloncino enorme. Era maledettamente difficile riuscire a fare un palloncino perfetto, ma era al contrario molto facile passare il tempo ad annusare questo strano materiale, da tanto che era inebriante il suo odore di vernice, anche se poi bruciavano gli occhi.


Videocassette Disney



Tutto in plastica, dalla videocassetta al contenitore e se comprate nuove di zecca si sentiva quel profumo di videocassetta che non può essere descritto altrimenti. Queste cassette le ricordiamo sempre con qualche nota di sofferenza, perchè spesso i parenti (dagli zii, ai nonni), quando ci facevano i regali, sbagliavano e ci compravano quelle sbagliate, con le favole Disney, ma contraffatte da qualche studio di animazione di dubbia provenienza. Purtroppo questo sarà un ricordo di sempre meno persone, perchè le videocassette sono state sostituite ormai da anni dai DVD, poi dai Blue-ray ed infine dagli streaming online.


Koosh Ball



Migliaia di aziende in tutto il mondo producevano queste palle fatte da filamenti di plastica, tipo degli elastici tagliati. Facilmente riconoscibili perchè usate spesso anche come portachiavi, avevano un odore di quella plastica da industria pesante, probabilmente velenosa e pericolosa. Duravano poco perchè si sporcavano con facilità, ma i più ordinati e precisi riuscivano a conservarla per così tanto tempo che i filamenti si seccavano e iniziavano a sfaldarsi, diventando poltiglia.


Molto più facile, come introdotto da Proust, è ricordare, forse, attraverso i sapori.


Caramelle Rossana



Nelle tasche delle nonne e nei vassoi delle caramelle nei loro salotti dal lontano 1926. Quasi 100 anni di inconfondibile caramella, grazie al suo incarto rosso rubino e la scritta d'oro stampata sopra. Chi le ha assaggiate ricorda benissimo la durezza esterna e il cuore morbido fatto di crema dolce, con note di latte. Di fatto queste caramelle sono dei veri e propri status symbol, difficilmente, ancora oggi, i bambini non hanno avuto il piacere di mangiarle. Rossana è diventata anche una crema spalmabile in questi anni, per la gioia dei nostalgici.


Amarena Fabbri



Nata nel 1915 è un vasetto decorato, in vari formati, al cui interno sono conservate amarene sciroppate. La ricetta della Fabbri è la più nota, grazie ai vasi decorati in uno stile elegante e sobrio, che possono essere comodamente riutilizzati. A tutti è capitato almeno una volta, durante l'infanzia, di concludere una cena importante con del gelato artigianale portato da un ospite, innaffiato dal dolcissimo sciroppo e da qualche amarena di guarnizione.


Biscotti Plasmon



Non tutti sanno che i biscotti per bambini si chiamano così perchè prodotti con il Plasmon, che è un marchio di latte in polvere. Anche questi biscotti sono presenti sul mercato da decenni. Prodotto tipico per neonati o bambini in età da asilo, ma amato anche da molti adulti, che continuano a mangiarli, magari rubandoli ai propri figli. Qui è facile ricordarne il sapore, ma meno l'utilizzo perchè eravamo troppo piccoli: si prendevano dei biscotti li si spezzava per metterli nel biberon e poi ci si versava il latte. Crescendo abbiamo potuto gustarli al naturale oppure immergendoli nella scodella di latte.


Orzata



Comunemente si intende la bevanda fatta mescolando uno sciroppo zuccherato e dell'acqua. Nota in tutto il mondo da secoli, inizialmente il suo sciroppo veniva prodotto a partire da orzo germogliato, solo in tempi recenti questo è stato sostituito dalle mandorle. La Fabbri ne è una produttrice. La bevanda che se ne ricava è molto rinfrescante, ma come molti ricordano non piaceva proprio a tutti i bambini, nonostante fosse una di quelle bevande facili da trovare dai nonni e che puntualmente ci veniva offerta. Tendenzialmente è sparita dalle nostre a case, ma chi ha la fortuna di avere ancora i nonni e i genitori anziani li si vede spesso in estate bere una orzata fresca di frigorifero.


Nesquik



Bevanda popolare e amata da tutti, non esistono eccezioni. Una volta assaggiata da bambini è impossibile rinunciarvi. La polvere solubile al cacao già zuccherata della Nestlè, imitata da tantissime altre aziende, è diventata popolare negli anni '70, quando è comparsa negli USA la nota mascotte Quicky (in Italia nel 1991), un coniglio parlante. Nesquik viene aggiunto tradizionalmente al latte, ma c'è chi ancora oggi lo consuma così a cucchiaiate, direttamente in polvere, ma occhio a non inspirare mentre la si gusta, pena il rischio di soffocamento.


ENGLISH VERSION


THE SMELLS AND FLAVORS OF OUR CHILDHOOD: WHAT MAKES US CHILDREN AGAIN


In 1913 the French writer Marcel Proust in the first volume of "In Search of Lost Time", told a scene in which the protagonist, tasting a madeleine, is pervaded by a memory of the distant past. The taste of that banal sweet is able to remind something apparently forgotten. If we think about it this is what happens to each one of us, inevitably linked to flavors, to perfumes, which take us back to when we were children. This fact shows us all the importance of the senses and the effect they have on memories. Here's a journey into the past with a list of those objects (often endowed with characteristic smells) and those iconic foods, that have been part of our lives, that can still somehow transmit great emotions.


Crayons


From the first years of life our parents and then the teachers of kindergarten and elementary had us draw with crayons. Their peculiar smell almost stale, at the same time loved and hated, and then with how easily they broke or consumed. In the cellars and attics it is still easy to find some crayon thrown here and there. They certainly did not allow us to make great masterpieces, but how many memories.


Vinavil


For decades on the market, this polyvinyl acetate glue was used a lot to do chores at school. It had this sweet smell that often led many children to eat it, but luckily most of us just used it to smear it on the palms of our hands, let it dry for a few minutes and pretend to have a second skin. The funniest part of all was when you started taking the film that had formed out of your hands. The best ones could take it off whole and make the shape of their own hand.


Pongo and Das


Both moldable materials, the first had a slight smell of plastic, but the second had that very strong smell that resembled something chemical or that has to do with paint. The Pongo was perhaps the most popular, because it was less expensive and easy to use, the important thing was to try not to mix the pieces of various colors. Being children’s games it was almost inevitable and in the end we found ourselves forced to play with a shapeless mass of an undefined color between brown and black. The Das, on the other hand, is still not well known how it was used, also because we knew it as children, but those who had it had fun: monochrome, precisely gray, with a penetrating and addictive smell and moldable only with wet hands to make it soft. It made us feel almost skilled craftsmen.


Crystalball


Perhaps the game with the most deadly smell, which became perfume because it was impossible not to love it. It was a kind of mastic in a tube, which had to be put on the tip of a rigid plastic straw, through which to blow to magically inflate a huge balloon. It was damn hard to make a perfect balloon, but on the contrary it was very easy to spend time smelling this strange material, so much so that it was intoxicating its smell of paint, even if then it burned the eyes.


Disney videotapes


Everything in plastic, from the videotape to the container and if you buy brand new you could smell that smell of videotape that can not be described otherwise. These cassettes we always remember with some note of suffering, because often the relatives (from uncles, to grandparents), when they gave us gifts, made mistakes and bought us the wrong ones, with the Disney fairy tales, but counterfeited by some animation studio of dubious origin. Unfortunately this will be a memory of fewer and fewer people, because the videotapes have been replaced for years by DVDs, then by Blue-ray and finally by online streaming.


Koosh Ball


Thousands of companies around the world made these balls out of plastic filaments, like cut rubber bands. Easily recognizable because they were often used as key chains, they had a smell of heavy industry plastic, probably poisonous and dangerous. They didn’t last long because they got dirty easily, but the most orderly and precise ones could keep it for so long that the filaments dried and began to crumble, becoming mush.


Much easier, as introduced by Proust, is to remember, perhaps, through flavors.


Caramelle Rossana


In the grandmothers' pockets and candy trays in their living rooms since 1926. Almost 100 years of unmistakable caramel, thanks to its ruby red wrapping and the gold writing printed on it. Those who tasted them remember very well the external hardness and the soft heart made of sweet cream, with milk notes. As a matter of fact, these candies are real status symbols, hardly, even today, children have not had the pleasure of eating them. Rossana has also become a spreadable cream in recent years, to the delight of nostalgics.


Amarena Fabbri


Born in 1915, it is a decorated jar, in various sizes, inside which are preserved cherries in syrup. The recipe of Fabbri is the most famous, thanks to the vases decorated in an elegant and sober style, which can be conveniently reused. Everyone has happened at least once, during childhood, to conclude an important dinner with homemade ice cream brought by a guest, washed down by the sweet syrup and some cherry topping.


Plasmon Biscuits


Not everyone knows that cookies for children are so called because they are produced with Plasmon, which is a brand of milk powder. These cookies have also been on the market for decades. Typical product for babies or children of kindergarten age, but also loved by many adults, who continue to eat them, perhaps stealing them from their children. It is easy to remember the taste, but less the use because we were too small: they took cookies and broke them to put them in the bottle and then you poured milk. Growing up we could enjoy them naturally or by dipping them in a bowl of milk.


Orzata


Commonly meant the beverage made by mixing a sugary syrup and water. Known throughout the world for centuries, initially its syrup was produced from sprouted barley, only in recent times this has been replaced by almonds. Fabbri is a producer. The drink that is obtained is very refreshing, but as many remember it did not really like all children, despite it was one of those drinks easy to find by grandparents and that punctually we were offered. It has tended to disappear from our homes, but those who are lucky enough to still have grandparents and elderly parents often see them in the summer drinking a fresh orzata from the refrigerator.


Nesquik


Popular drink and loved by all, there are no exceptions. Once tasted by children it is impossible to give it up. The soluble cocoa powder already sweetened by Nestlè, imitated by many other companies, became popular in the '70s, when the famous mascot Quicky (in Italy in 1991) appeared in the USA, a talking rabbit. Nesquik is traditionally added to milk, but there are those who still consume it in spoonfuls, directly in powder, but be careful not to inhale it while you taste it, otherwise there is a risk of suffocation.



 


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