Green Pass: dal ristoratore-poliziotto alle falsificazioni. I grandi dubbi sull'applicabilità



A partire dal 6 agosto in Italia entra in vigore l'obbligo di esibire il Green Pass per poter accedere a diverse strutture e partecipare ad attività, eventi e spettacoli.

Ma se da una parte abbiamo il governo italiano pronto a lanciare questo strumento, dall’altra parte ci sono le falle legate all’applicazione dello stesso e la voglia di furbetti di aggirare gli ostacoli, che mettono un grande punto di domanda sul futuro del certificato verde.


Titolo de Il Tempo
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RISTORATORI-POLIZIOTTI

La grande preoccupazione arriva dalla ristorazione, che nel giro di pochi mesi si è vista completamente ribaltare le restrizioni da applicare. Se prima al cliente era assolutamente vietato consumare al bancone, ora con il green pass chi non è vaccinato può sostare davanti al barista ma non può consumare seduto all’interno. Ovviamente è obbligatorio per il gestore richiedere il green pass ai suoi clienti, ma non è autorizzato a verificare se effettivamente i dati del possessore del certificato siano effettivamente quelli dei suoi documenti d’identità.


Articolo Messaggero Veneto
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Ma il ristoratore-poliziotto si trova poi a fronteggiare un altro punto di domanda: quello della non obbligatorietà del green pass per i suoi dipendenti avendo cosi contemporaneamente individui senza green pass in zone in cui il green pass è obbligatorio e viceversa.


Articolo Messaggero Veneto
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CERTIFICATI FALSI

Il governo ha annunciato prezzi calmierati per accedere ai test che permettono il pass temporaneo, misura che prevede lo stanziamento di 45 milioni. Una misura molto limitata che basterà a coprire la domanda fino al 30 settembre. In aggiunta con un controllo che non può essere capillare, scatta da subito la corsa alla falsificazione. Più volte è stato ripetuto di non condividere sui social questo genere di documenti poichè soggetti a copie. Questa infatti è un’altra piaga a cui il governo italiano dovrà fare fronte: come potranno i gestori di attività verificare che il certificato sarà genuino e non contraffatto? Attualmente non è stata annunciata nessuna struttura digitale di controllo e neppure se verrà richiesto l’utilizzo di una app da parte delle attività che controlli la validità del Qr-Code riportato sul green pass

"I titolari non sono pubblici ufficiali"
"I titolari non sono pubblici ufficiali"
Fondi limitati per i prezzi calmierati
Fondi limitati per i prezzi calmierati

LE MULTE

Conseguenze negative per i proprietari o gestori di locali, bar, ristoranti e locali in generale se al loro interno accolgono soggetti sprovvisti di Green pass. Quello che vale per gli esercizi di consumo al tavolo al chiuso, ovviamente, vale anche per tutte le altre strutture (musei, piscine, palestre, centri termali, parchi, centri sociali, sale da gioco etc.) che non rispettano questa condizione.

In particolare, l’accoglienza di clienti senza Green pass comporterà, oltre il pagamento della multa, la chiusura dell’attività. Infatti, si legge nella nota del Governo, “qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni“.

Va detto che, in alternativa alla Certificazione verde, in queste occasioni l’accesso sarà riconosciuto anche a chi pur non avendo ancora il Green pass si è sottoposto e presenta un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus Sars-CoV-2, che però avrà validità di sole 48 ore.