Guerra Russia: Italia e Regno Unito inseriti nella lista dei Paesi ostili



Mercoledì scorso come ben sappiamo l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato la risoluzione per condannare l’invasione dell'Ucraina da parte della Russia. L'obiettivo era quello di spingere Putin a ritirare tutte le Forze Armate. Su 193 Paesi, 141 hanno espresso voto favorevole. In 35 si sono astenuti e 5 si sono detti contrari. Lo scenario che così si è aperto mostra, di fatto, il mondo intero contro la Russia, con le più grandi potenze apertamente in contrapposizione alla Federazione guidata da Vladimir Putin. Ora la Russia ha anche deciso di prendere provvedimenti contro chi ha deciso di sanzionarla, anche contro Italia e Regno Unito. Tutto questo cosa significa?


Semplicemente il valore reale della risoluzione è meramente politico. Questo non significa che non abbia alcun effetto pratico, anzi, in qualche modo rafforza tutto lo schieramento dei Paesi che attualmente sta imponendo gravi sanzioni alla Russia, con conseguente congelamento delle sue risorse all'estero, come si può capire dall'immagine.



Gli aspetti più interessanti tuttavia sono altri. Da una parte possiamo notare alcune contraddizioni: la Serbia, in pieni negoziati per aderire all'Unione Europea, ha votato contro la risoluzione ONU in quanto è uno storico alleato della Russia e di fatto non ha applicato sanzioni. Gli Emirati Arabi Uniti, invece, a prescindere dagli ottimi rapporti con la Federazione Russa, ha optato per un voto favorevole. Dall'altra parte notiamo tutte le conferme, non di poco conto, del caso: circa metà degli Stati dell'Africa si è astenuta (o non ha votato) rispetto la risoluzione, dati gli ingenti investimenti che la Russia ha deciso di fare per estendere la propria influenza. Tra accordi economici, investimenti e sostegno militare Putin si è garantito una sorta di favorevole neutralità africana, che denota il grande ascendente sulla metà del Continente.



Non stupisce la lista dei Paesi contrari: Russia, Bielorussia (che aiuta concretamente nell'invasione dell'Ucraina e da sempre vicinissima al Governo di Mosca), Eritrea (che appoggia la presenza russa in Africa con basi militari e acquista armamenti dai russi), Corea del Nord (che si schiera con Putin per arginare l'influenza della NATO e degli USA) e Siria (che ha ricevuto sostegno militare russo contro i ribelli nel 2015).


Osservando l'esito della votazione più da vicino, si percepisce chiaramente come in realtà non ci sia proprio una condanna globale delle azioni della Russia, quanto più una spaccattura in due blocchi distinti.


I 141 Paesi che ostracizzano i piani della Federazione Russa corrispondono a solo il 44,5 % della Popolazione di tutto il Mondo. Tra voti contrari, astensioni e rifiuti del voto ci sono 52 Paesi che rappresentano il restante 55,5 % della Popolazione globale. Paesi cosiddetti "giganti demografici" (Cina, India, Pakistan, Bangladesh, Vietnam cautamente astenuti, Etiopia, Marocco, Turkmenistan e Venezuela non partecipanti al voto).


Mentre è di queste ore la notizia che la Russia ha deciso di approvare una lista di cosiddetti "Paesi ostili". La lista comprende quegli Stati che hanno imposto sanzioni economiche a vario titolo nei confonti della Federazione Russa. La lista comprende anche Italia e Regno Unito. Presenti anche gli altri Paesi UE, gli USA, il Giappone, la Corea del Sud, l'Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera e la stessa Ucraina.


Il decreto prevede che le entità (Stato, Cittadini Russi, Imprese) che hanno debiti nei confronti di creditori esteri appartenenti alla lista potranno pagarli in rubli. Ossia con una moneta che si sta sempre più svalutando.



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