Guerra Russia-Ucraina: uomini fino a 60 anni fermati e mandati a combattere, donne e bambini fuggono

Updated: Feb 27


In queste ore decine di migliaia di Ucraini si stanno riversando verso i Paesi vicini per sfuggire all'invasione russa. In soli tre giorni di invasione oltre 115.000 persone hanno attraversato il confine (molti dirigendosi in Polonia), in coda per chilometri e chilometri, con attese di molte ore e addirittura giorni. A fuggire sono donne e bambini, dato che gli uomini tra i 18 e i 60 anni vengono invitati, se non obbligati, a restare, per difendere il loro Paese, l'Ucraina. In questo contesto alcuni corrispondenti della BBC hanno riportato varie testimonianze di chi è riuscito a superare i confini, ma ha lasciato qualcuno a casa, a combattere.


La storia di Ana comincia ad Odessa (obiettivo chiave per la Russia): in un'auto piena di borse e valigie ha portato la nipote di 6 anni fino al valico di Palanca (Moldavia), dopo più di 24 ore di attesa in coda su territorio ucraino. Pare serena, ma come ricorda di aver lasciato il marito a combattere scoppia in lacrime. La sua speranza è che l'Occidente agisca e aiuti l'Ucraina.


Da Kiev c'è un treno notturno che transita per Leopoli e porta a Przemysl, in Polonia. Così arrivano molti dei nuovi rifugiati in Europa. La stazione polacca oggi si è trasformata in un moderno centro di accoglienza. Kateryna vi è giunta dopo 52 ore di viaggio, assieme alla figlia adolescente, ma spera di poter presto ritornare in Patria. Anche Irene, con i suoi due bimbi piccoli, si trova qui e riferisce che suo marito, come tutti gli altri uomini, ha voluto restare per combattere contro l'invasore. Dice di aver paura per suo marito e che prega per lui e gli altri eroi.


Victoria invece viene da Irshava, nell'Ucraina occidentale. Ha deciso di entrare in Ungheria con le due figlie per accompagnarle da alcuni parenti, ma tornerà subito dopo da suo marito. Non ha paura, crede che in questi momenti bisogna essere patriottici e non vuole lasciare il Paese e suo marito pronto a difenderlo.


A Velke Slemence, piccolo villaggio della Slovacchia, un piccolo gruppo di profughi alla ricerca di volti famigliari finalmente ha trovato chi cercava tra grida quasi di gioia, baci e abbracci. Tuttavia questa calma viene rotta da una donna disperata. Un ragazzo avvicinato dall'inviato della BBC riferisce di provenire da Uzhhorod (città di 100.000 abitanti appena oltre il confine, ex città della Cecoslovacchia), per mano tiene il suo fratellino, mentre i genitori sono rimasti a casa. Pare che attendano qualcuno. Nel mentre c'è Tanya, ormai cittadina di Stoccarda da 20 anni, sul ciglio della strada che attende di soccorrere un vecchio amico che fugge dalla sua città d'origine.



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