Guerra, Ucraina: chi potrebbe combattere per l'Italia? Ecco cosa dice la Legge in caso di bisogno

Updated: Mar 9



La tensione tra Russia e Ucraina e il conflitto tra i due Paesi si stanno intensificando. Tra i vari scenari aperti il più estremo è quello di un conflitto internazionale che vedrebbe in contrapposizione il blocco alleato della Federazione Russa e quello dell'Occidente a sostegno dell'Ucraina. L'Italia immancabilmente sarebbe coinvolta al fianco degli alleati occidentali, ma cosa succederebbe se l'Italia dovesse entrare in guerra o la NATO dovesse richiedere l'ausilio di una forza militare italiana, più precisamente quali sono le casistiche in cui i Cittadini Italiani verrebbero arruolati, per essere inviati al fronte?


Al momento dobbiamo premettere che le nostre Forze Armate (composte da Esercito, Marina e Aeronautica) sono formate da soli professionisti, ossia militari di carriera che vengono addestrati e indossano la divisa per un impiego professionale prolungato. L’arruolamento avviene sotto forma di "volontari in ferma prefissata" (Vfp), di durata annuale (Vfp1) o quadriennale (Vfp4).


Importante è sapere che la leva obbligatoria per ora è stata sospesa, ma potrebbe essere ripristinata all'uopo, al verificarsi fondamentalmente di due condizioni: l'entrata in guerra dell’Italia o il verificarsi di "una grave crisi internazionale" che coinvolga direttamente il nostro Paese, proprio in virtù della sua appartenenza alla NATO.


In senso pratico toccherebbe andare al fronte innanzitutto a quegli individui che sono militari professionisti, direttamente impiegati a tempo pieno nelle forze armate. Conseguentemente sarebbe il turno dei volontari in ferma prefissata e a chi ha terminato il servizio entro i 5 anni. Dovesse verificarsi la necessità di attingere a ulteriori risorse un Decreto del Presidente della Repubblica potrebbe estendere il richiamo ad altre categorie, escluse quelle aferenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, corpi di Polizia Locale, Vigili del Fuoco), che servirebbero per garantire la sicurezza su Territorio Nazionale.


Le altre categorie da richiamare, cui si fa riferimento, sarebbero quelle colpite dall'eventuale reintegro della coscrizione obbligatoria (la leva), cioè tutti i cittadini maschi che hanno compiuto 17 anni: esistono infatti delle liste di leva presenti in ogni Comune italiano. Ad essere chiamati effettivamente alle armi, dopo una verifica di idoneità attraverso una visita medica per accertare le ottimali condizioni di salute e l'abilità a servire il Paese, sarebbero gli uomini tra i 18 e i 45 anni. Anche ex appartenenti alle Forze Armate, ad esempio gli ufficiali in congedo, potrebbero essere compresi a fronte di un'ulteriore estensione.


Tra gli effetti più curiosi vale la pena di ricordare che ad arruolarsi sarebbero obbligate anche le persone che hanno preso parte al Servizio Civile, basti pensare ai tanti giovani italiani sempre più attivi in questi progetti. C'è da dire però che molto probabilmente queste persone verrebbero occupate nell'espletamento di varie funzioni e servizi da campo e non portati a combattere attivamente.



577 views0 comments