Johnson: "Putin deve fallire", ma subito arriva la smentita da Downing Street


Le sanzioni occidentali mirano a "far cadere il regime di Putin". Lo avrebbe detto il Premier Britannico Boris Johnson, come riferisce un suo portavoce, sottolineando però che questo non è l'obiettivo primario delle misure adottate e che la priorità resta "ostacolare la macchina da guerra" russa nell'invasione dell'Ucraina. Tuttavia è giunta tempestiva la smentita. Downing Street ha riferito che il portavoce ufficiale di Johnson si è espresso male quando ha detto che le sanzioni occidentali puntano a far cadere il regime di Putin. Quella che emerge è una gaffe clamorosa scaturita da un possibile lapsus. Al N. 10 hanno precisato che "non stiamo cercando nulla in termini di cambio di regime, quello di cui stiamo parlando chiaramente qui è come fermiamo la Russia che cerca di soggiogare un Paese democratico".


Johnson però ha sicuramente aggiunto che il Presidente russo ha commesso un "errore colossale" col suo attacco militare e ha "sottovalutato l'unità dell'Occidente e la durezza delle sanzioni a cui la sua azione ha portato".


Già la scorsa settimana il Premier aveva manifestato la volontà del Governo di colpire duramente ed immediatamente la Russia con numerosi provvedimenti e così è stato, con una tabella di marcia serrata. L'obiettivo è tagliare fuori la Federazione Russa dall'economia globale.


Le sanzioni economiche, accuratamente soppesate, sono riassumibili in 10 punti cardine:


  1. Blocco delle attività su tutte le principali banche russe, inclusa VTB, la seconda banca più grande del Paese, che ha un patrimonio di 154 miliardi di sterline.

  2. Presentazione nelle prossime ore in Parlamento di un impianto di legge che vieti a tutte le principali società russe di raccogliere finanziamenti sui mercati del Regno Unito e allo Stato Russo di aumentare il debito sovrano sui mercati del Regno Unito. L'obiettivo è far passare la legge in un giorno.

  3. Sanzioni individuali a oltre 100 persone, enti e società controllate. Incluso il gigante russo della difesa Rostec, le sue sussidiarie e un gruppo di oligarchi considerati molto vicini al Cremlino, ossia Kirill Shamalov (il più giovane miliardario russo ed ex genero di Vladimir Putin), Petr Fradkov (capo della Promsvyazbank, una delle banche sanzionate, figlio dell'ex capo dei servizi segreti russi dell'FSB), Denis Bortnikov (Presidente della banca VTB), Yury Slyusar (capo della United Aircraft Corporation russa), Elena Georgieva (Presidente del consiglio di Novikombank). Sono allo studio altri nomi per allargare la rosa dei sanzionati. Questi saranno banditi da tutte le transazioni nel Regno Unito, con effetti anche sulla loro vita privata.

  4. Divieto di atterraggio su suolo Britannico per la flotta della compagnia aerea russa Aeroflot.

  5. Sospensione di tutte le licenze di esportazione di beni a duplice uso, civile e militare, verso la Russia.

  6. Costruzione di un disegno di legge per vietare un'ampia gamma di esportazioni di alta tecnologia e l'esportazione di attrezzature legate all'estrazione di petrolio e gas. Provvedimento pensato in concerto con gli Stati Uniti.

  7. Limitazione all'importo dei depositi che i cittadini russi possono effettuare sui conticorrenti bancari del Regno Unito. I dettagli dovranno essere decisi.

  8. Blocco dell'accesso della Russia al sistema bancario internazionale Swift (in queste ore si sta giungendo con gli alleati ad una conclusione su quanti e quali canali di pagamento bancari chiudere).

  9. Estensione di tutte le sanzioni economiche alla Bielorussia, vista la stretta collaborazione delle forze militari con la Russia.

  10. Discussione del "Crime Bill" (non previsto inizialmente per la sessione Parlamentare di questa settimana) per combattere i crimini economici nel Regno Unito, con una stretta su operazioni economiche di alto profilo inspiegabili.

Il Primo Ministro ha dichiarato che si tratta delle sanzioni più dure mai imposte alla Russia.


Proprio in queste ore alle sanzioni precedentemente annunciate si sono aggiunte alcune specifiche, con prese di posizione più incisive: il Segretario agli Esteri Liz Truss ha detto che altre tre banche russe saranno sanzionate, inclusa la più grande della Russia, Sberbank. Il Foreign Office inoltre ha sconsigliato ai Britannici di viaggiare in Russia, citando "la mancanza di opzioni di volo disponibili per tornare nel Regno Unito e la maggiore volatilità dell'economia russa". Dall'altra parte il Segretario ai Trasporti Grant Shapps ha affermato di aver scritto a tutti i porti del Regno Unito per chiedere loro di non fornire accesso a navi battenti bandiera russa, siano esse registrate, possedute, controllate, noleggiate o gestite da entità russe.


Truss ha affermato che il Regno Unito è "pronto a subire sacrifici economici" per sostenere l'Ucraina e manterrà le sanzioni "per tutto il tempo necessario".



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