Johnson, Rapporto Gray: "Chiedo scusa e rimedierò". Niente dimissioni


Finalmente il tanto atteso rapporto Gray è stato pubblicato. Al suo interno sono contenute tutte le informazioni, anche a proposito delle indagini in corso della Polizia, su quelle che sono state le feste organizzate presso Downing Street e Whitehall. Johnson in queste ore si è scusato per la gestione dello scandalo Partygate, rivolgendo un discorso alla Camera dei Comuni.


Gray nel suo rapporto ha rivelato che la Met sta indagando su 12 dei 16 eventi tenutisi durante il Lockdown. Secondo i documenti inoltre la Polizia sta indagando su un incontro nell'appartamento del Primo Ministro, avvenuto la notte in cui Dominic Cummings si è dimesso. Tra le sue pagine è stato sottolineato il fatto che alcuni membri del personale di Downing Street avevano troppa paura per contestare il comportamento tenuto nell'edificio. Gli incartamenti hanno criticato l'approccio all'alcol, una vera e propria cultura di esso, a Downing Street. Nelle 12 pagine, pesantemente censurate dalla Polizia per non svelare informazioni relative alle indagini in corso, vengono sottolineati i fallimenti nella leadership e nelle scelte del N.10, infatti si dichiara apertamente che alcuni eventi non avrebbero dovuto svolgersi.


Johnson ha trascorso la mattinata esaminando i documenti che potrebbero avere ripercussioni sulla sua carriera politica, prima che venissero definitivamente diffusi. Dame Cressida Dick sta prendendo molto seriamente le indagini esaminando tutto ciò che è accaduto a Downing Street e Whitehall. Tra gli eventi più noti si ricordano la festa in giardino, le due feste alla vigilia del funerale del Principe Filippo e l'incontro del 13 novembre, la notte in cui Dominic Cummings si è dimesso. Il problema è che il Premier Britannico non è stato chiaro su molte situazioni, prima che venissero espressamente descritte nel rapporto e le indagini della Polizia Metropolitana indica palesemente come ci siano state violazioni di Legge, dimostrando come a Downing Street nopn venissero rispettate delle norme valide per tutta la Nazione.


Prima dell'uscita del rapporto Gray, Johnson aveva esortato per settimane i Parlamentari Conservatori ad attendere prima di inviare lettere di sfiducia alla sua leadership. Aveva insistito sul fatto che le conclusioni lo avrebbero esonerato da qualsiasi responsabilità legale e avrebbero messo fine alla polemica del Partygate. Al momento sette Conservatori hanno chiesto le dimissioni del Premier, così come il leader laburista Sir Keir Starmer, quindi per ora, nonostante il rapporto Gray non sono state scritte altre lettere di sfiducia.


Nel mentre il Primo Ministro ha chiesto scusa in queste ore di fronte Camera dei Comuni, dicendo di aver compreso l'errore e che vi porrà rimedio. Ha ammesso che l'ambiente di lavoro sotto pressione non è una giustificazione. Ha dichiaro: "In primo luogo, voglio scusarmi. Ci scusiamo per le cose che non sono andate bene e ci scusiamo per il modo in cui è stata gestita la questione. [...]Inutile dire che questo o quello rientravano nelle regole. Inutile dire che le persone stavano lavorando sodo. Questa pandemia è stata dura per tutti. [...]Abbiamo chiesto alle persone di tutto il Paese di fare straordinari sacrifici, di non incontrare i propri cari, di non visitare i parenti prima che morissero, e capisco la rabbia che provano le persone. [...]Ma non basta chiedere scusa. Questo è un momento in cui dobbiamo guardarci allo specchio e dobbiamo imparare. [...]Ovviamente accetto pienamente le conclusioni di Sue Gray e soprattutto la sua raccomandazione che dobbiamo imparare da questi eventi e agire ora. [...]Voglio dire alla gente di questo Paese che so qual è il problema. È se ci si può fidare di questo Governo, e io dico 'sì, ci si può fidare'".


Il Premier ha proseguito poi elencando una lista dei risultati del Governo, tra cui la campagna vaccinale contro il Covid, la Brexit, la riduzione del tasso di criminalità e la costruzione di 40 nuovi ospedali. Ha infine promesso che rivedrà la gestione di Downing Street e del Gabinetto per fare in modo di poter lavorare efficientemente, tra i primi obiettivi c'è la creazione di un nuovo Ufficio del Primo Ministro e la nomina di un Segretario permanente per gestire le operazioni quotidiane.


Le reazioni non si sono fatte attendere. Sir Keir Starmer ha detto ai Conservatori che è loro dovere "risparmiare il Paese da un Primo Ministro totalmente indegno delle sue responsabilità", definendo Johnson come senza vergogna, sprezzante dei sacrifici della Popolazione. Andrew Mitchell, veterano del Conservative Party, ha detto che il Primo Ministro non gode più del suo sostegno. Il leader dell'SNP, Ian Blackford, è stato espulso dall'aula per aver ripetutamente accusato Johnson di mentire.


Boris Johnson ha comunque annunciato che è pronto a radunare la Maggioranza Conservative per una riunione urgente, successivamente volerà in Ucraina per occuparsi della crisi con la Russia.



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