Regno Unito: accuse di minacce ai dissidenti Conservatori. Johnson smentisce


Il Conservative Party sembra sull'orlo dell'implosione. Alcuni Parlamentari della Maggioranza a sostegno di Boris Johnson hanno riferito di aver ricevuto minacce in varie forme per spingerli a sostenere il Premier. Le intimidazioni pare che arrivino direttamente dal N.10 di Downing Street, ma il Primo Ministro ha negato ogni accusa.


Il Membro della Camera dei Comuni William Wragg, ha dichiarato che alcuni dei suoi colleghi sono vittime di intimidazioni che potrebbero addirittura interessare la Polizia. Sei parlamentari conservatori, incluso Wragg, hanno detto pubblicamente di aver indirizzato lettere di sfiducia nei confronti di Johnson al Partito, e si teme che molti altri lo abbiano fatto senza darne notizia. Questo starebbe alla base delle intimidazioni.


Wragg ha riferito che alcuni membri del personale di Downing Street stanno incoraggiando una campagna di diffamazione attraverso la pubblicazione di articoli sulla stampa, che cercano di mettere in imbarazzo coloro i quali mettono in discussione la leadership del Primo Ministro. Ha apertamente affermato che le notizie che gli giungono dai colleghi fanno pensare a veri e propri ricatti. Il suo consiglio è di riferire immediatamente ogni forma di intimidazione allo Speaker della Camera Sir Linsay Hoyle, il quale ha già detto che sarebbe deprecabile il fatto di ostacolare i Membri del Parlamento nell'adempiere alle loro attività.


La maggior parte dei conservatori però ha rigettato queste accuse. Primo tra tutti è stato Mark Jenkinson che ha con forza dichiarato che "nessuna di queste conversazioni (in riferimento alla discussione sulla leadership di Johnson ndr) ha mai comportato minacce, implicite od esplicite, nei miei confronti".


Apertamente Christian Wakeford, passato recentemente nelle fila del Labour Party, ha smentito l'ex collega, affermando di essere stato minacciato di perdere la costruzione di una scuola superiore nel suo collegio di Bury South se non avesse votato in favore di Boris Johnson.


Pronta è stata la risposta di Downing Street. Un portavoce ha dichiarato che non sono a conoscenza di alcuna prova a sostegno delle gravi accuse e solo con valide prove esamineranno le segnalazioni.


Durante una visita a Somerset il Primo Ministro ha detto che non ha visto prove di queste accuse e che si sta concentrando sull'unica priorità, ossia quella della questione Covid-19.



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