Regno Unito, crisi carburante: sta rientrando l'emergenza rifornimenti, ma i visti non funzionano


Sta migliorando la situazione nelle stazioni di servizio in tutto il Regno Unito, anche a Londra e nel sud-est dell'Inghilterra l'emergenza delle scorte di carburante sta lentamente rientrando, anche se non ai livelli sostenuti del resto del Paese.


La Petrol Retailers Association (PRA) ha riferito che il 64% delle stazioni situate in quelle zone ormai possiede i vari tipi di carburante, soglia ben al di sotto dell'86% a livello nazionale.


Il trasporto dei carburanti ha ripreso a scorrere più agevolmente negli ultimi giorni dopo che il Governo Britannico ha deciso di schierare l'esercito, incaricandolo del trasporto delle scorte.


In queste ore Boris Johnson ha anche affermato che al momento ci sono 127 conducenti provenienti dall'estero, che hanno richiesto i visti temporanei messi a disposizione per far fronte alla crisi. Il Dipartimento per le Imprese, tuttavia, ha corretto il Premier riferendo che sono solo 27 i conducenti che hanno richiesto il visto.


Nel dibattito si è inserito anche Gordon Balmer, Direttore Esecutivo del PRA, che, dati alla mano, ha affermato che il 15% delle stazioni di servizio di Londra e del sud-est dell'Inghilterra è sprovvisto di carburante, dato sicuramente in calo rispetto al 20% di Lunedì. A livello nazionale, però, è stato riportato anche il dato dell'aumento all'11% dei siti che hanno esaurito il carburante.


Vale la pena di ricordare che sono disponibili anche 4.700 visti, validi da fine Ottobre a fine Febbraio, per i conducenti di mezzi di trasporto adibiti al comparto alimentare, anche se il Dipartimento per le Imprese non ha fornito ancora i dati del numero dei richiedenti.


La scarsità di domande dei visti ha suscitato la reazione di Johnson, che, come per la bassa percentuale di donne nel mondo dei trasporti, ha incolpato le aziende del settore per non aver investito mai abbastanza su strutture e salari adeguati, ribadendo che la crisi è naturale e necessaria alla ripresa.


La Road Haulage Association (RHA) ha, invece, affermato che le domande scarseggiano, perchè i visti a breve termine non sono appetibili e che dovrebbero durare almeno 12 mesi. Il focus, secondo la RHA, va posto sul fatto che gli autisti esteri presumibilmente siano già impiegati e che non ci sia il presupposto per lavorare per un così breve tempo nel Regno Unito.


Anche Livia Spera, Segretario Generale della Federazione Europea dei Lavoratori dei Trasporti, è dello stesso parere, infatti non si stupisce che gli autisti non corrano a chiedere il visto. È anche convinta che queste soluzioni a breve termine non possano risolvere un problema di questo tipo, quanto il miglioramento delle condizioni di lavoro e l'aumento degli stipendi.


Rod McKenzie della RHA ha affermato che le singole aziende non possono affrontare il problema da sole: il settore è gestito perlopiù da piccole realtà con meno di 10 mezzi. La richiesta avanzata è che il Governo faciliti lo sviluppo di siti commerciali più competitivi, ma a quanto pare l'appello è rimasto inascoltato.


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