Regno Unito, cucina: spopola il falso Made in Italy agroalimentare


La contraffazione del Made in Italy è da sempre una piaga che dilaga all'estero. Ormai il giro d'affari che genera ha superato i 100 miliardi di euro, ben oltre il valore delle esportazioni di cibo originale italiano (praticamente il doppio).


A porre il focus sul problema ancora una volta è Coldiretti, che si erge paladina a difesa delle nostre eccellenze dell'agroalimentare. Durante l'evento "Tuttofood", tenutosi alla Fiera di Milano, ha voluto mostrare apertamente la top ten dei prodotti che più vengono contraffatti in giro per il mondo.


Il suono "italianeggiante" dei prodotti, le confezioni riportanti colori e simboli del Bel Paese troppo spesso ingannano i consumatori esteri che, involontariamente o anche volontariamente, cadono nel tranello e acquistano prodotti tarocchi. Più di due prodotti su tre risultano falsi, ossia privi di alcun legame con l'Italia. Questo mercato "ruba" di fatto almeno 300.000 posti di lavoro.


Tra i Paesi sicuramente più inclini alla contraffazione di prodotti e alla loro vendita c'è il Regno Unito. Già qualche settimana fa l'Amministratore Delegato della Coldiretti Lorenzo Bazzana aveva messo nuovamente in guardia l'Opinione Pubblica dagli effetti della Brexit sulle esportazioni dei prodotti italiani: le difficoltà burocratiche alla dogana e gli aumenti dei costi di trasporto immancabilmente affliggono il Made in Italy. Bazzana ha dimostrato preoccupazione sulla base delle vertenze dell'Unione Europea nei confronti del Regno Unito quando ancora era un Paese membro dell'UE, ora la situazione potrebbe drasticamente peggiorare.


I Britannici hanno spesso dimostrato di preferire prodotti scadenti e falsi spacciati per italiani, basti pensare ai casi del passato di vendita di finto Prosecco alla spina o in lattina, oppure alla larga diffusione ancora attuale dei kit casalinghi per produrre vini quali Barolo, Chianti e Valpolicella, che si avvalgono dell'aiuto di polverine di vario tipo. Parlando di cibo i Sudditi della Regina Elisabetta II si dimostrano anche esperti di Parmesan, una pessima imitazione del Parmigiano Reggiano. Tra le loro abitudini c'è anche l'utilizzo di sughi pronti e passate di pomodoro per la pasta, con nomi basati su sonorità italiane, che intrinsecamente nulla hanno a che vedere con i prodotti che conosciamo come tipicamente italiani.


Ma ecco qui la classifica completa dei dieci cibi più contraffatti nel mondo.


LA CLASSIFICA DEI PRODOTTI PIÙ FALSIFICATI


1. Mozzarella

2. Parmigiano Reggiano e Grana Padano

3. Provolone

4. Pecorino Romano

5. Salame

6. Mortadella

7. Sughi e Passate di pomodoro

8. Prosecco

9. Chianti

10. Pesto alla Genovese


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