Regno Unito, Governo: Johnson non lascia in attesa del rapporto Gray


Boris Johnson nonostante il "Partygate" non farà nessun passo indietro. Nonostante il momento complesso, anche per le fragili dinamiche interne al Conservative Party, il Premier Britannico ha deciso di non arrendersi, attendendo il rapporto Gray e affrontando quindi, eventualmente, le lettere di sfiducia dei colleghi di Partito.


Da ciò che sappiamo il Primo Ministro è in attesa della pubblicazione del rapporto di Sue Gray, che dovrebbe arrivare nelle prossime ore e potrebbe decidere le sorti della sua leadership. Da Downing Street hanno fatto sapere di non aver ancora ricevuto nulla. In attesa del documento i Conservatori sono in fermento e potrebbero continuare a presentare lettere di sfiducia al loro leader.


Nel mentre alla Camera dei Comuni, nelle scorse ore, Sir Keir Starmer ha esplicitamente chiesto al Premier se si fosse dimesso per aver mentito a tutto il Parlamento, ma Johnson ha piccatamente risposto con un no, sottolineando come la richiesta sia solo una volontà del Labour Party e che lui continuerà ad attuare l'agenda di Governo per il Regno Unito. Sir Keir tuttavia ha accusato il suo avversario di aver apertamente fuorviato i Parlamentari della conoscenza delle violazioni delle regole presso Downing Street. Per contro Johnson ha tirato dritto sottolineando il successo nella guida del Paese attraverso la Pandemia da Covid-19 e rinfacciando al Labour Party di strumentalizzare il contesto pandemico. Duro è stato il Premier accusando i Laburisti, in quanto fosse stato per loro avrebbero permesso un Lockdown in estate e a Natale e che se non fosse stato per i Conservatori oggi il Regno Unito non sarebbe l'economia in più rapida crescita di tutto il G7.


A pesare su tutto il contesto c'è anche l'indagine di Scotland Yard su circa otto feste svoltesi a Downing Street e a Whitehall, anche se il Premier è convinto che riuscirà a lasciarsi alle spalle il tutto, per continuare a guidare il Paese. Dame Cressida Dick, però ha infuocato il dibattito sul Partygate, annunciando che i suoi agenti di Polizia stanno esaminando quelle che sono le accuse di violazione della Legge.


Gli alleati del Gabinetto di Johnson hanno fatto muro contro le accuse, difendendo il loro leader: Jacob Rees-Mogg ha affermato che il Governo si è rafforzato grazie a Johnson. Stuart Anderson ha dichiarato che le dimissioni del Primo Ministro avrebbero solo facilitato Putin nell'intraprendere un conflitto in Ucraina. Lo stesso Sir Edward Leigh ha chiesto di guardare gli eventi in proporzione e che una fetta di torta in ufficio non può competere con l'Europa sull'orlo della guerra. Il Segretario ai Trasporti Grant Shapps ha difeso la festa di compleanno del Primo Ministro, sottolineando che una festa non puà essere definita tale solo perché " qualcuno dice "ecco una torta!" ". Anche Conor Burns ha detto a Channel 4 News che non è una festa l'andare in ufficio con una torta e cantare "tanti auguri" e soffermarsi lì per dieci minuti. Il vice di Boris Johnson Dominic Raab ha rifiutato di speculare sulla vicenda, dicendo semplicemente a un giornalista: "Lei sta andando molto avanti, attendiamo l'esito dell'indagine di Sue Gray. Ho piena fiducia nel Primo Ministro". Ad essere molto risentito è l'ex ministro Tobias Ellwood che ha dichiarato a Sky News che la sua fiducia nel Premier sta svanendo.



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