Regno Unito, Motivazioni per viaggi all'estero: nessun controllo agli aeroporti


Che in questo particolare periodo storico ci saremmo trovati ad affrontare delle difficoltà ad effettuare un viaggio all'estero era già stato annunciato mesi fa dal Primo Ministro Boris Johnson. Ma che la realtà dei fatti non coincide poi a quella prevista "sulla carta" è una scoperta recente.

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Si può viaggiare verso un Paese in lista ambra come l'Italia? Il governo è stato molto chiaro: lo si può fare SOLO se ci sono validi motivi di viaggio, come ad esempio la morte di un parente, o una malattia, necessità lavorative o inderogabili. Ma è davvero questa la realtà che si trova a fronteggiare chi decide di viaggiare? A quanto sembra le dinamiche aeroportuali sono molte diverse.

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Nei gruppi di connazionali presenti sui social network, la richiesta di cosa succeda in caso di viaggio non giustificato é molto frequente e le risposte riportano una totale assenza di controllo sulle motivazioni di viaggio, soprattutto negli aeroporti inglesi. Le difficoltà economiche dovute all'acquisto di tamponi sono evidenti. Costi che diventano esorbitanti per le famiglie che decidono di tornare in Italia, che ricadono anche su i minori di età superiore ai 4 anni. Costi che nella maggior parte dei casi superano addirittura quelli del viaggio stesso.

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Ma cosa dire dei controlli personali? Molti i commenti che si susseguono, dove vengono escluse richieste di motivazione per il viaggio al controllo passaporti. Va anche sottolineato che l'unico documento richiesto, il passenger locator form, è sprovvisto del campo dove indicare la ragione del viaggio.

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Questo ovviamente poiché il modulo che stiamo compilando viene richiesto dal governo italiano e che come dichiarato sul sito del ministero della salute, i viaggiatori che arrivano dai Paesi in lista C (di cui il Regno Unito fa parte) non sono obbligati a dichiarare nessuna motivazione di viaggio. Che sia questa un falla nel sistema di controllo?

L'attenzione però non deve essere posta sull'eventuale scappatoia per rientrare in Italia, ovviamente se non per necessità, ma sulla possibilità di ritardare la conclusione di una situazione, che ha danneggiato significativamente l'economia di molti Paesi, tra cui quella del Regno Unito. L'aumentare dei casi dovuti alla variante indiana, devono indurci ad avere cautela sia nelle decisioni che negli spostamenti, e come ha riferito il segretario dell'ambiente George Eustice:"Spetta alle persone fare le proprie valutazioni, sull'andare o meno all'estero questa estate"

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