Regno Unito, sanzioni Russia: aumentati i prezzi del carburante



Il conflitto tra Ucraina e Russia sta pesando molto sulle tasche dei Britannici. I prezzi del petrolio, in aumento, hanno portato una sensibile impennata del costo dei rifornimenti di carburante per le auto.


Le famiglie del Regno Unito ad oggi per fare il pieno di un'auto familiare a diesel, in media spendono più di 90 sterline. L'azienda di servizi automobilistici RAC ha affermato che il prezzo medio di un litro di diesel è aumentato, arrivando a toccare il record di 165,24 pence. Allo stesso modo c'è stato un aumento del prezzo della benzina. Un litro costa 158,2 pence, secondo RAC.


Il problema nasce dall'embargo petrolifero con la Russia scattato Martedì scorso. Il Regno Unito importava l'8% del suo fabbisogno di petrolio dalla Russia e circa il 18% del fabbisogno del diesel.


Simon Williams di RAC, alla BBC, ha dichiarato che "il costo del rifornimento di benzina di un'auto familiare da 55 litri è ora di £ 87 (£ 7 in più rispetto all'inizio dell'anno). I conducenti di mezzi diesel stanno ancora peggio con un pieno che ora costa più di £ 90 per la prima volta in assoluto (£ 8 in più rispetto a inizio di Gennaio)." Ha continuato affermando che "la benzina ora raggiungerà sicuramente una media di £ 1,60 al litro questa settimana, mentre il diesel progredirà molto rapidamente verso £ 1,70".


Il Segretario di Stato agli Affari Economici Kwasi Kwarteng in un tweet ha detto che il Regno Unito, che è nel mezzo del processo di sostituzione delle forniture, darebbe al "mercato, alle imprese e alle catene di approvvigionamento tempo più che sufficiente per sostituire le importazioni russe". Infatti anche gli esperti sono convinti di ciò, soprattutto Robert Buckley, analista di Cornwall Insight, che ha riportato alla BBC che il Regno Unito con l'embargo ha fatto più un gesto simbolico dato che il petrolio russo rappresenta una piccola porzione del fabbisogno Nazionale, anche se conferma che i prezzi probabilmente aumenteranno ancora.


Il prezzo del greggio Brent, il benchmark globale del petrolio, salendo per settimane, nella giornta di Lunedì scorso ha toccato il record in 14 anni per un prezzo di 139 dollari al barile e dopo l'annuncio delle sanzioni di Martedì scorso i prezzi sono aumentati del 7%.


Al momento tutti i governi occidentali stanno sondando il terreno per individuare altre forniture o stanno cercando di aumentare la propria produzione interna. Tra le possibilità ci sarebbero degli accordi con Iran o Venezuela, che vedrebbero decadere le sanzioni attualmente imposte, ma si tratterebbe di un processo lungo.


Kwarteng Mercoledì scorso ha riferito alla Camera dei Comuni che una task force composta da funzionari e imprese esaminerà come sostituire le forniture, evitando di danneggiare i consumatori. La squadra lavorerà a stretto contatto con Stati Uniti e gli stati del Golfo. Infine ha affermato che il Governo Britannico punta a maggiori investimenti nei giacimenti di petrolio e gas del Mare del Nord, di fatto ponendo così fine alle ipotesi di fracking di gas nel Regno Unito.



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