Teatro: Bum ha i piedi bruciati. A Londra l'omaggio a Falcone


“Bum ha i piedi bruciati” è un monologo teatrale, scritto diretto e interpretato da Dario Leone, che narra la vita di Giovanni Falcone, la sua storia di magistrato caparbio e inarrestabile che ha pagato con la vita il desiderio di giustizia, la sua lotta testarda e rivoluzionaria contro la mafia e insieme ad essa una delle pagine più tragiche e buie della storia recente d’Italia.

Falcone era una persona allegra, ironica, innamorata della vita e della libertà. Da qui prende le mosse l’interpretazione di Leone, in un crescendo di narrazione che mette in luce gli aspetti più intimi e quotidiani, gli entusiasmi, le intuizioni, le difficoltà dell’uomo prima che del magistrato, offrendo una chiave di lettura empatica, coinvolgente, rivolta a un pubblico di tutte le età: agli adulti, che ne hanno memoria e si troveranno a scoprire particolari sconosciuti, ai più giovani che potranno conoscere e rivivere i momenti che hanno portato a uno degli avvenimenti più drammatici nella storia del nostro paese.

Partendo dall’impianto narrativo del romanzo per bambini Per questo mi chiamo Giovanni di Luigi Garlando, al quale Leone si è liberamente ispirato, lo spettacolo ha richiesto un lungo e accurato lavoro di studio durato mesi, basato su scritti, interventi, articoli, interviste, testimonianze di e su Giovanni Falcone, approfondendo diversi aspetti tecnici e aneddotici della storia pubblica e personale del magistrato e del metodo innovativo e rivoluzionario da lui ideato per combattere la mafia, utilizzato ancora oggi in tutto il mondo per contrastare la criminalità organizzata.

La vicenda è narrata attraverso gli occhi di un giovane padre palermitano, un piccolo negoziante il cui vissuto personale, la nascita del figlio, il lavoro in negozio, l’impotenza e lo sconforto di fronte al dilagare della criminalità organizzata che lui vede diffondersi lenta e silenziosa, inevitabilmente si intreccia agli episodi più eclatanti della vita del magistrato. Bum è un orango di peluche, il giocattolo preferito del figlio: assieme a lui, e tramite lui, la storia inizia e si snoda alternando leggerezza e profondità, senza rinunciare a sorridere.


Tecnica e magia si fondono in uno spettacolo intenso, emozionante, appassionato, che colpisce il pubblico diritto al cuore. La narrazione è arricchita da una scenografia essenziale ma di grande impatto, con elementi mobili che assumono di volta in volta valenze diverse, trasformandosi in strade, palazzi, spiagge, aule di tribunale... così come le idee e le intuizioni di Falcone si trasformarono in efficaci strumenti di lotta alla mafia.

Co-prodotto dal Teatro alle Vigne di Lodi, lo spettacolo si è guadagnato il rarissimo patrocinio della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone di Palermo, presieduta da Maria Falcone, sorella del magistrato, e da due anni viene continuamente richiesto nei teatri e nelle scuole di tutta Italia per sensibilizzare e contribuire alla diffusione della cultura della legalità.

Dario Leone è un attore, doppiatore e speaker italiano. In campo teatrale, dal debutto come professionista nel 2008 in “Cirano di Bergerac”, diretto da Corrado d'Elia, ha calcato le scene con diversi spettacoli in molti teatri italiani. Nel 2016 interpreta, come unico attore del cast, il ruolo del Pascià Selim ne Il Ratto del Serraglio di Mozart al Teatro alla Scala di Milano. In campo cinematografico ha recitato come protagonista in cortometraggi, webserie e lungometraggi. Nel 2013 è miglior attore protagonista al contest “Immagine del Suono” di Roma, per l'interpretazione nel cortometraggio “Perché si muore”. Nel 2014 è protagonista del film Star System vincitore della sezione “Science Fiction” al San Francisco Film Award 2015 e selezionato al “Fantafestival 2015” di Roma. Nel 2016 è tra i protagonisti del film Le Guerre Horrende, di Luca Immesi e Giulia Brazzale, premiato col Leone di Vetro alla 73esima mostra del Cinema di Venezia. La sua lunga esperienza gli ha permesso di approcciare con successo negli ultimi anni anche i panni di autore e regista, come nel caso dello spettacolo qui presentato.

 


31 views0 comments