Regno Unito: oltre 50mila casi in 24 ore, ma domani sarà il Freedom Day


A partire da domani, lunedì 19 luglio, le restrizioni finora imposte nel Regno Unito verranno allentate: niente più obbligo di indossare la mascherina, addio al distanziamento sociale e soprattutto niente più quarantena per i residenti in UK completamente vaccinati dall'NHS di rientro da Paesi ambra come l'Italia, ma con obbligo di tampone il secondo giorno dall'arrivo in Inghilterra.


La scelta del governo britannico, però sta suscitando non poche critiche visto il continuo aumento dei contagi. Il Regno Unito ieri ha registrato 54.674 casi, dopo 51.870 nuovi casi venerdì, e 41 decessi entro 28 giorni dall'esito positivo di un test.

È stato il secondo giorno consecutivo che il Regno Unito ha registrato più di 50.000 casi giornalieri, una cifra che non era più stata registrata da metà gennaio.


Ad incentivare ancora di più le critiche è la notizia della positività al covid del ministro alla Sanità Sajid Javid, il quale aveva già ricevuto entrambe le dosi del vaccino. Ore prima di sentirsi poco bene, aveva avuto un incontro con il primo ministro Boris Johnson venerdì, il quale sabato ha ricevuto una notifica tramite la app NHS Test and Trace per essere entrato in contatto con un soggetto positivo.


Il segretario alla Salute ha dichiarato di avere sintomi molto lievi, affermando che resterà in autoisolamento continuando a lavorare da casa.


In un video pubblicato sul suo profilo Twitter, Javid ha affermato di aver effettuato un lateral flow test dopo essersi sentito "un po' intontito" venerdì sera, per poi dichiarare che il risultato positivo è stato confermato da un test PCR.

Il segretario alla salute ha invitato chi non è ancora stato vaccinato a recarsi presso i centri vaccinali, aggiungendo che le persone che si sentono intontite o entrano in contatto con qualcuno che è positivo dovrebbero sottoporsi ad un lateral flow test fornito gratuitamente dall'NHS.

I liberaldemocratici hanno affermato che il test positivo di Javid mostra che "nessuno è al sicuro da questo virus mortale" e hanno esortato il governo a riconsiderare la revoca delle restrizioni.

La portavoce della salute Munira Wilson ha dichiarato: "Allentando tutte le restrizioni con l'aumento dei casi, stanno facendo esperimenti sulla vita delle persone".


Ben 1.200 scienziati hanno duramente attaccato Johnson, definendo la scelta britannica come "pericolosa e immorale".

Christina Pagel, direttrice dell'unità di ricerca operativa clinica dello University College di Londra, ha dichiarato che "a causa della nostra posizione di hub di viaggio globale, qualsiasi variante che diventa dominante nel Regno Unito probabilmente si diffonderà nel resto del mondo".


Michael Baker, professore di sanità pubblica e membro del gruppo consultivo del Ministero della Salute della Nuova Zelanda, si è dichiarato stupito dalla decisione presa dal governo Johnson, definendo "completamente inaccettabile" il ritorno ad un "approccio di immunita' di gregge", il quale è "fallito miseramente in tutto il mondo", ha affermato.

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