UK, Governo Johnson: la maggioranza è in pericolo?


Il Primo Ministro del Regno Unito Boris Johnson non ha pace. Le intenzioni di pasare gradualmente dallo status di Pandemia a quello di Endemia sono diventate una sorta di boomerang, con la Maggioranza Parlamentare dei Conservatori che sembra apertamente minacciare il Premier in caso di non allentamento delle ultime misure in vigore. A rincarare la dose ci sono anche i malumori interni per i comportamenti di Johnson e dei suoi collaboratori e amici che hanno tirato un po' troppo la corda tra le spese sospette di ristrutturazione e i party natalizi in pieno Lockdown, per non parlare delle due feste tenutesi a Downing Street il giorno prima del funerale del Principe Filippo.


Molti membri del Conservative Party hanno chiesto la testa di Johnson, in un crescendo di lotte interne cominciate con gli scandali. La loro unica via d'uscita per salvare il salvabile è quella dell'eliminazione di tutte le misure del Plan B. La pretesa è quella di riesaminare passaporti vaccinali, obbligo di mascherina e smart-working il ​​26 gennaio. Riesaminare è un eufemismo, in quanto chiedono a gran voce che il Premier affronti a viso aperto gli esperti del Governo imponendosi e facendo decadere ogni restrizione. Un membro del Gabinetto ha riferito che è "il suo unico asso nella manica rimasto da giocare".


Malumori sulla "gestione Johnson" che si sono intensificati per le feste e gli alcolici che troppo spesso, a dire di alcuni Conservatori, hanno fatto da padroni a Downing Street. Uno dei Tories più eminenti addirittura ha invitato il Primo Ministro a fare pulizia, eliminando comportamenti disdicevoli e le élite metropolitane che lo stanno allontanando dagli Elettori e dal Partito.


Lo staff del N. 10 tuttavia sta già lavorando per eliminare le ultime prescrizioni e la speranza è quella di spingere Johnson ad essere il primo grande leader mondiale a dichiarare formalmente la fine della Pandemia da Covid-19, optando per una gestione endemica della malattia. L'intenzione insomma c'è, resta da capire quando diventerà realtà.


Nonostante tutto molti membri del Partito credono che Johnson non resterà in carica abbastanza a lungo per dichiarare la vittoria sul Coronavirus. Un membro anziano del Partito ha addirittura detto che la cacciata del Premier da Downing Street è solo questione di tempo, perchè ha mentito e il Paese non può affidarsi a qualcuno che inganna.


Nemmeno le scuse a proposito dei party contro le regole anti-Covid alla Camera dei Comuni quindi sono servite a qualcosa: Johnson sembra essere all'angolo. Si dice che mentre il Premier si nasconda le guerre intestine sul suo futuro peggiorino sempre più.


E presto forse Boris Johnson dovrà risponderne: c'è un'inchiesta in corso, sui festini, che forse la Polizia Metropolitana di Londra prenderà in considerazione. A difenderlo però c'è Kit Malthouse che ha dichiarato: “Penso che avesse ragione a scusarsi e, assolutamente, lo sostengo. Negli ultimi due anni ha svolto un lavoro straordinario traghettandoci attraverso la Pandemia. Ovviamente si è scusato con la Camera dei Comuni, c'è un'inchiesta in corso. Dobbiamo aspettare e vedere cosa dice l'inchiesta, e poi vedere cosa ha da dire".


Si inserisce in questo contesto il parere di Sir John Curtice, mago dei sondaggi, che ha riferito che la guerra nei Conservatives è diventata così dannosa che Boris Johnson potrebbe affondare le possibilità di rielezione dei Tory, a causa dei sondaggi in picchiata. Dalle analisi si evince che per ogni elettore conservatore del 2019, che pensa che il Primo Ministro debba rimanere in carica, ora ce n'è un altro che pensa che dovrebbe dimettersi.



17 views0 comments