UK, test Covid: ritardi e disservizi sulle consegne dei tamponi




Ormai è abitudine consolidata e che fa parte della nostra quotidianità effettuare test al rientro nel Regno Unito dopo un viaggio oppure poco prima della partenza verso gli altri Paesi, il problema è che i risultati spesso arrivano in ritardo. Alla radice del problema c'è l'alta richiesta di test PCR, i quali, una volta effettuati, devono essere inseriti nelle cassette di raccolta Randox per essere poi presi in carico dalla stessa società Randox Health per essere elaborati.


Numerose sono le critiche che piovono sul sistema messo in campo. Rory Boland, Travel Editor di ''Which?'', ha affermato di aver riscontrato problemi con diverse altre società che effettuano test e tra questi si menzionano soprattutto i risultati dei test che non arrivavano in tempo. Molte persone segnalano anche l'impossibilità di prenotare i test e i prezzi esorbitanti. Boland ha ricordato anche che ''Which?'' aveva già sollevato la questione con il Governo Britannico alcuni mesi fa. Il Governo da parte sua, tramite il Segretario alla Salute Sajid Javid ha chiesto di indagare sui prezzi eccessivi e ha affermato che sta lavorando con i fornitori di test per ridurre i costi.


La Randox in particolare sembra essere al centro dei ritardi dei risultati dei test. Una cliente sarebbe dovuta partire per Barcellona il 21 luglio, ha consegnato il test effettuato a una cassetta Randox di Edimburgo due giorni prima del suo volo, ma l'unica risposta ricevuta è stata la sera del 22 Luglio e riguardava la conferma dell'arrivo del suo test in laboratorio, rendendo impossibile così la ricezione del risultato in tempo per la partenza. La persona in questione ha così spostato di 24 ore il volo per ottenere prima i risultati, ma in aeroporto le è stato chiesto di fare un nuovo test perchè erano già passate le 72 ore.


I problemi non si fermano alla sola elaborazione dei risultati: una famiglia, in vista di una vacanza in Spagna prevista per il 27 luglio, ha ordinato dei test per tutti i membri il 19 luglio. I test sono arrivati a tutti, ma per uno dei componenti il test prima della partenza che doveva portare con sé in vacanza prima di tornare nel Regno Unito non è mai arrivato.


Un portavoce della società dell'Irlanda del Nord ha affermato che la Randox sta espandendo la sua rete di drop box e la sua capacità di elaborazione di test PCR per Covid-19, negli obiettivi c'è anche l'aumento della frequenza della raccolta delle cassette, tuttavia ha voluto precisare che la rete logistica e organizzativa è già la più grande del Regno Unito. A parte questa dichiarazione nulla è stato detto riguardo i rimborsi dei test pagati e mai ricevuti dai clienti.


A questo punto a molti sorge il dubbio che i test PCR non servano a nulla (rispetto agli altri tipi di test) visti i disservizi, l'alto costo e lo scarso numero di test sequenziati per verificare la presenza di varianti di Covid-19. Huw Merriman, Membro Conservatore del Parlamento, ha infatti sottolineato che se solo il 5% dei test PCR viene sequenziato, allora si sta solo sprecando denaro. Il Dipartimento della Salute (DHSC) invece ha evidenziato che si sequenziano pochi test PCR, perchè la maggioranza dei viaggiatori nel Regno Unito non risulta positiva.

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