A Londra una marcia per Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa
Domenica 25 gennaio 2026, a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, la comunità italiana e internazionale di Londra si riunirà per una marcia commemorativa pacifica volta a rinnovare la richiesta di verità e giustizia per il ricercatore italiano ucciso in Egitto nel 2016.
Giulio Regeni, dottorando all’Università di Cambridge, scomparve al Cairo il 25 gennaio 2016 mentre stava conducendo una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani. Il suo corpo venne ritrovato il 3 febbraio successivo lungo la strada per Alessandria, con evidenti segni di tortura.
Da allora, il caso è stato oggetto di una complessa e dolorosa vicenda giudiziaria e diplomatica, segnata da ostacoli nelle indagini, ricostruzioni contraddittorie e da una persistente mancanza di piena collaborazione da parte delle autorità egiziane. L’iniziativa londinese nasce su spinta di un gruppo di cittadini e accademici e ha immediatamente trovato il supporto di altre associazioni e movimenti italiani attivi nel Regno
Unito.
L’obiettivo è mantenere viva l’attenzione su una vicenda che non riguarda soltanto una famiglia in cerca di risposte, ma solleva questioni fondamentali legate al diritto alla verità, alla libertà accademica, alla protezione dei ricercatori e, più in generale, alla difesa dei diritti
umani.
La marcia si svolgerà domenica 25 gennaio 2026 e sarà aperta alla partecipazione della cittadinanza. I partecipanti sono invitati a titolo individuale e senza segni di natura politica a radunarsi alle 18:00 in Audley Street, nei pressi dell’Ambasciata d’Egitto nel Regno Unito, per poi camminare insieme fino a Grosvenor Square, davanti alla sede dell’Ambasciata d’Italia.
Qui, alle 18:41 ora britannica (19:41 in Italia) – l’orario dell’ultimo messaggio inviato da Giulio Regeni – verrà osservato un minuto di silenzio, in sintonia con le commemorazioni che si tengono anche a Fiumicello, il suo paese natale. Non sono previsti interventi pubblici.
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Attraverso questo momento di memoria e impegno civile, gli organizzatori intendono ribadire che chiedere verità per Giulio Regeni significa difendere la libertà di ricerca e di parola e affermare che nessuno – studente, lavoratore o attivista – dovrebbe essere lasciato senza protezione quando opera in contesti difficili. L’iniziativa intende anche ricordare al governo italiano che i cittadini non si sono ancora stancati di chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni.
Valentina Dapit, nata a Gemona del Friuli nel 1985, vive a Londra dove mette al centro del suo lavoro la comunicazione e la narrazione della comunità italiana. Con un background in lingue straniere, segue con passione eventi istituzionali e comunitari, raccontando storie che rafforzano i legami tra Italia e Regno Unito.