Heart of Manchester, cresce il volontariato giovanile tra i senza fissa dimora

Solidarietà, giovani e umanità. Sono questi gli elementi che hanno caratterizzato l'ultima distribuzione di pasti organizzata da Heart of Manchester (Heart of MCR), associazione impegnata nel sostegno alle persone senza fissa dimora della città.
L'evento è stato possibile grazie alle donazioni ricevute, al contributo di San Carlo e dei The Punisher, che hanno donato i sandwich distribuiti durante la serata, e al lavoro dei numerosi volontari.
Quest'anno, però, un aspetto ha colpito particolarmente gli organizzatori: la crescente partecipazione dei più giovani.
Lo racconta Alessandro, spokesman di Heart of Manchester.
«Quest'anno abbiamo visto una partecipazione sempre maggiore di giovani volontari che hanno chiesto di prendere parte alle nostre attività. Molti di loro desiderano comprendere da vicino le difficoltà che affrontano le persone senza fissa dimora e dare un contributo concreto alla comunità. È un segnale che ci riempie di speranza: significa che le nuove generazioni vogliono essere protagoniste del cambiamento e costruire una società più solidale.»
Tra questi giovani volontari c'era anche Muhammad Ali, appena 12 anni.
Durante la distribuzione dei pasti, un uomo senza fissa dimora gli si è avvicinato, gli ha appoggiato una mano sulla spalla e gli ha detto semplicemente:
"You are a good man."
Un momento spontaneo che nessuna telecamera ha immortalato, ma che è rimasto impresso nel cuore di chi era presente.
Al termine della serata, Muhammad Ali ha raccontato ciò che ha provato.
«Quando quel signore mi ha detto "You are a good man" mi sono sentito molto felice. Mi sono sentito fiero di me stesso. Mi è piaciuto aiutare le persone e tutti sono stati molto gentili con noi. Mi hanno trattato con rispetto e con buone maniere. Questa esperienza mi ha fatto capire che aiutare gli altri è una cosa bellissima e voglio continuare a farlo.»
La serata ha regalato momenti di speranza, ma ha anche mostrato la realtà più dura della vita in strada.
Durante il servizio, infatti, i volontari hanno incontrato una donna senza fissa dimora in evidente stato di gravidanza, oltre il sesto mese.
«È stato un momento che ci ha profondamente colpiti», racconta Alessandro.
«Immaginare una donna affrontare una gravidanza vivendo per strada è qualcosa che fa riflettere. La nostra solidarietà va innanzitutto a lei e al bambino che porta in grembo. Come associazione non possiamo sostituirci ai servizi sociali, ma abbiamo ritenuto nostro dovere fare una segnalazione affinché gli assistenti sociali possano intervenire e offrirle il supporto e l'assistenza di cui ha bisogno. Speriamo sinceramente che possa ricevere tutto l'aiuto necessario.»
Per Heart of Manchester il volontariato non significa soltanto distribuire cibo, ma anche osservare, ascoltare e segnalare situazioni di particolare vulnerabilità affinché possano essere prese in carico dagli enti competenti.
L'associazione è già al lavoro per organizzare il prossimo evento previsto per l'autunno/inverno e invita chiunque desideri contribuire, attraverso donazioni o attività di volontariato, a unirsi alla propria rete di solidarietà.
Perché, come dimostra la storia di Muhammad Ali e dei tanti giovani presenti, il futuro di una comunità si costruisce anche con piccoli gesti, capaci di restituire dignità, speranza e umanità a chi ne ha più bisogno.
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Cristina Polizzi, nata a Roma e residente a Londra dal 1996, ha maturato esperienza nella gioielleria, nella moda e nella comunicazione. Attiva da sempre nella stampa italiana nel Regno Unito, ha curato blog dedicati a moda e food. I suoi interessi spaziano tra cultura, cucina e moda.






