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Italy-UK University Partnership Day

Università italiane e britanniche a confronto su nuovi partenariati, mobilità internazionale e Erasmus+
Scritto da Dora Bortoluzzi il . Pubblicato in Notizie.

L’Ambasciata d’Italia a Londra ha ospitato Italy-UK University Partnership Day, un evento organizzato in collaborazione con l’associazione Uni-Italia, volto a creare partenariati fra università e istituzioni AFAM – Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica e fornire aggiornamenti sulla riadesione del Regno Unito al programma Erasmus+.

Il Vice Capo Missione, Ministro plenipotenziario Riccardo Smimmo, ha aperto i lavori sottolineando la grande attrattività internazionale dei sistemi universitari sia britannico che italiano e rimarcando il valore di Erasmus+, un programma che offre a studenti e accademici esperienze professionali e personali particolarmente formative, contribuendo a scambi culturali e al consolidamento delle relazioni fra i paesi partecipanti.

Il panel, moderato dal Prof. Giuseppe Kito Fusai, ha visto la partecipazione di rappresentanti di Uni-Italia, Indire e British Council. Marco Calvi, capo dell’unità promozione internazionale e marketing di Uni- Italia, ha presentato l’attività dell’associazione, nata per attirare gli studenti internazionali in Italia, ma che oggi supporta le istituzioni nella creazione di collaborazioni accademiche. Calvi ha osservato che – con oltre 500 accordi interuniversitari in corso – le relazioni accademiche tra Italia e Regno Unito sono già solide.

Hanno poi preso la parola Sara Pagliai, direttrice di Indire - l’agenzia nazionale incaricata della gestione di Erasmus+ per l’Italia - ed Eduardo Ramos, direttore dei sistemi universitari e d’internazionalizzazione presso il British Council, l’agenzia che gestisce Erasmus+ per il Regno Unito. Oltre ad esprimere entusiasmo per la riadesione del Regno Unito, ambedue hanno evidenziato l’obiettivo di voler incrementare la mobilità studentesca britannica a livelli superiori al periodo pre-Brexit.

L’Italia ha recentemente superato la Francia e la Germania, diventando la seconda destinazione al mondo (dopo la Spagna) per gli studenti internazionali, e la quarta per i britannici. L’internazionalizzazione del sistema accademico nel Regno Unito rimane molto elevata, con una quota di studenti internazionali pari a circa il 25%, mentre un accademico su 3 proviene dall’estero. Ci sono inoltre 700.000 studenti “transnazionali”, ovvero che studiano presso campus esteri di università britanniche.

Sam Herman-Wilson, rappresentante del Department for Education, ha illustrato le priorità del Governo britannico per il programma Erasmus+. L’obiettivo principale è creare esperienze di valore per i partecipanti e legami fra sistemi d’istruzione di paesi diversi. In particolare, il governo intende rendere più inclusiva e accessibile l’iniziativa, offrendo massima flessibilità al fine di permettere e incoraggiare la partecipazione di studenti e di personale con necessità particolari o restrizioni economiche, oppure provenienti da aree remote.

Al termine della discussione, i rappresentanti delle circa 40 istituzioni presenti hanno avuto modo di prendere parte ad una sessione di networking, nel corso della quale hanno tenuto incontri bilaterali per stabilire opportunità di collaborazione e partenariati.

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Dora Bortoluzzi, nata a Milano nel 1997, vive a Londra dal 2020 dove si occupa di giornalismo e video making. Con una formazione in Lingue, unisce passione ed emozione nel raccontare storie. I suoi interessi principali sono attualità, cinema e musica.