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Successo in Valpantena per "In Collina", il convegno sul turismo del vino

Ruralità contemporanea e visione strategica: successo in Valpantena per "In Collina”, il convegno sul turismo del vino
Scritto da Dora Bortoluzzi il . Pubblicato in Notizie.

Il viaggio contemporaneo si è evoluto: non si cercano più solo luoghi da visitare, ma relazioni, emozioni e tempo di qualità. Attorno a questa nuova idea di accoglienza si è sviluppato “In Collina – Il Turismo del Vino tra Identità e Sviluppo Territoriale”, il nuovo format ideato da Travel Hashtag Advisory che lo scorso venerdì ha riunito istituzioni, imprese, consorzi e addetti ai lavori tra i vigneti della Valpantena, nel veronese. Ad ospitare questo debutto dedicato all’enoturismo come leva di crescita per l’economia locale è stato lo spazio eventi de La Collina dei Ciliegi – Wine Resort & Restaurant.


Una location d'eccezione


La scelta della cornice non è stata casuale. La Collina dei Ciliegi nasce infatti dal recupero di un antico borgo di origine cimbra, restaurato seguendo i metodi costruttivi tradizionali dei rifugi lessini. Attraverso l’uso sapiente di pietra, calce viva, legno e fibre naturali, la struttura traduce una ruralità contemporanea dove l’autenticità sposa il benessere e la sostenibilità, restituendo l’identità più pura del territorio in un perfetto equilibrio tra natura e lusso della semplicità.


Visioni che guidano i territori


Ad aprire il momento dei saluti istituzionali è stato Nicola Romanelli, Founder di Travel Hashtag Advisory, che ha ricordato come le motivazioni e le emozioni siano oggi il vero motore del turismo. Una visione condivisa da Massimo Gianolli, Presidente de La Collina dei Ciliegi, che ha tracciato la filosofia alla base dell’ospitalità nel resort: la terra non è una risorsa da sfruttare, ma un’eredità da custodire, perché se un territorio riesce a generare un’emozione, allora diventa una destinazione. Il dibattito è entrato nel vivo con Stefano Sisto, Direttore della Direzione Turismo e Marketing Territoriale della Regione Veneto, che ha evidenziato l’importanza di diversificare l’offerta veneta per valorizzare le aree meno battute dai grandi flussi, mentre Gianni Bruno, Direttore Generale di Veronafiere, ha rimarcato come la visita in cantina rimanga l’occasione d’oro per creare una relazione diretta con il cliente e stimolare la vendita. A chiudere gli interventi istituzionali è stato il Vicepresidente del Senato, Sen. Gian Marco Centinaio, che ha definito l’Italia come il Paese dei turismi, dove il vino è prima di tutto un produttore di accoglienza ed emozioni.

La nuova domanda dell’enoturismo


La fotografia del mercato e il cambiamento della domanda sono stati affidati a Roberta Garibaldi, docente universitaria e Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (AITE). I dati più recenti presentati sul palco rivelano che nel 2026 gli italiani coinvolti in esperienze legate al mondo del vino hanno raggiunto i 18 milioni, ben 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Per la prima volta, inoltre, il desiderio di visitare una cantina a conduzione familiare (27%) ha superato l’interesse per l’acquisto di bottiglie a prezzi vantaggiosi (25%), a testimonianza di come l’incontro con il produttore sia ormai il fattore decisivo per l’appassionato.


Il territorio come ecosistema competitivo


Il panel dedicato ai territori ha poi sviscerato le dinamiche della cooperazione locale. L’esperto di sviluppo locale Luca Carnesecchi, CEO di Italia Highlights, ha messo l’accento sulla necessità di infrastrutture e servizi all’altezza della domanda. Beatrice Benoni, Project & Events Coordinator di Destination Verona Garda Foundation, ha illustrato le strategie per connettere gli operatori del territorio, mentre Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, ha ricordato la complessità e il valore di fare coordinamento in un’area che conta ben 2.240 produttori. A completare il quadro è stato l’intervento di Igor Boccardo, Presidente della Rete Valpantena, che ha ribadito l’urgenza di superare la storica separazione tra prodotto e territorio per dare vita a una destinazione unita e riconoscibile. Sul fronte del posizionamento è intervenuto anche il CEO di Duomo18 e CMO de La Collina Dei Ciliegi, Massimo Bullo, ricordando che la memorabilità dell’esperienza è l’unico vero elemento in grado di costruire valore percepito e distintività per l’ospite.


Quando la terra diventa responsabilità


Prima delle conclusioni, il format ha lasciato spazio a un’intervista intima condotta da Daniela Ballarini a Massimo Gianolli. Il dialogo ha toccato le corde profonde delle radici, dell’autenticità e della responsabilità sociale dell’imprenditore della terra. Gianolli ha ribadito come la sua visione si fondi sulla capacità di fare sistema: attorno a La Collina dei Ciliegi, infatti, non si sviluppa solo un progetto vitivinicolo, ma prendono vita reti virtuose. Un esempio concreto è la Rete Valpantena, nata per unire imprese differenti sotto un’unica ambizione: trasformare la vallata in un ecosistema competitivo e identitario.


Con questo appuntamento, l’enoturismo torna alla sua vocazione più naturale e sinergica, non come un comparto economico isolato, ma come un ponte tra imprese, comunità e istituzioni. 

QUESTO ARTICOLO È OFFERTO DA RENAISSANCE PIZZERIA

Dora Bortoluzzi, nata a Milano nel 1997, vive a Londra dal 2020 dove si occupa di giornalismo e video making. Con una formazione in Lingue, unisce passione ed emozione nel raccontare storie. I suoi interessi principali sono attualità, cinema e musica.