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La Pizza Italiana come strumento di soft power

Alla Camera dei Deputati presentata Pizza Bit Competition UK
Scritto da Dora Bortoluzzi il . Pubblicato in Notizie.

La pizza italiana non è soltanto uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, ma rappresenta un autentico strumento di soft power capace di promuovere nel mondo cultura, tradizioni, qualità e innovazione. È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa che si è svolta presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati per la presentazione ufficiale di Pizza Bit Competition UK, il concorso internazionale ideato da Molino Dallagiovanna per individuare e valorizzare i migliori pizzaioli professionisti nel Regno Unito.

L'iniziativa, ospitata dall'On. Simone Billi, Presidente del Comitato degli Italiani nel Mondo della Camera dei Deputati, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, dell'industria agroalimentare e del settore della ristorazione per riflettere sul ruolo della pizza italiana come ambasciatrice dell'eccellenza nazionale all'estero.

Aprendo i lavori, l'On. Simone Billi ha sottolineato il valore identitario e culturale della pizza italiana: “La pizza è molto più di un prodotto simbolo del Made in Italy: è un ambasciatore della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della qualità italiana nel mondo. Per questo dobbiamo continuare a promuoverla e sostenerla!”

Moderata da Lavinia Martini, Capo Redattrice di CiboToday, la conferenza ha visto la partecipazione di Sabrina Dallagiovanna, Sales & Marketing Manager di Molino Dallagiovanna, Antonio Braccio, titolare di Fatto a Mano Pizzeria, Andrea Salvagni, Sales and Procurement Director di Salvo 1968 Ltd, e Salvatore Aloe, socio fondatore di Berberè. ognuno dei quali ha offerto una prospettiva diversa sul successo della pizza italiana nel mercato britannico.

Sabrina Dallagiovanna, Sales & Marketing Manager di Molino Dallagiovanna e rappresentante della sesta generazione dell'azienda piacentina che da quasi due secoli lava e macina il grano per produrre farine professionali, ha illustrato le ragioni che hanno portato alla nascita della competizione nel Regno Unito. “Lo UK è un Paese traino e particolarmente ricettivo per quelli che sono i trend della pizza. Sono anni che, oltre alle nostre farine, esportiamo la cultura della pizza nel mondo e oggi portare Pizza Bit Competition UK significa valorizzarla ulteriormente, cercando un Ambassador capace di promuovere il valore dei prodotti italiani nel Regno Unito.”

Dallagiovanna ha inoltre evidenziato come il mercato britannico rappresenti oggi uno dei laboratori più interessanti per l'evoluzione della pizza contemporanea, capace di recepire rapidamente innovazioni, tecniche e nuove tendenze provenienti dall'Italia.

Sul tema dell'importanza delle materie prime e delle difficoltà affrontate dagli operatori del settore è intervenuto Andrea Salvagni, Sales and Procurement Director di Salvo 1968 Ltd, azienda specializzata nell'importazione di eccellenze alimentari italiane: “Dopo la Brexit ci sono state alcune difficoltà, soprattutto legate all’importazione di prodotti specifici come salumi, lattiero-caseari e prodotti freschissimi con una shelf life molto breve. Purtroppo abbiamo dovuto ridurre la nostra offerta ai ristoranti, ma i prodotti italiani rimangono i più apprezzati e richiesti. L’Italia e gli italiani hanno portato la cultura della pizza, hanno portato la cultura degli ingredienti e hanno saputo raccontare il Bel Paese attraverso il saper fare e il saper mangiare italiano.”

Un punto di vista più direttamente legato al mondo della ristorazione è stato invece portato da Antonio Braccio, titolare di Fatto a Mano Pizzeria, che ha evidenziato come la pizza italiana continui a conquistare il pubblico britannico grazie alla qualità degli ingredienti, alla professionalità dei pizzaioli e alla capacità di innovare mantenendo un forte legame con la tradizione.

Ad intervenire durante la conferenza è stato anche Salvatore Aloe, socio fondatore di Berberè, una delle realtà più riconosciute nel panorama della pizza contemporanea, che ha sottolineato come il successo internazionale della pizza italiana sia il risultato di un percorso fatto di ricerca, formazione e valorizzazione delle filiere produttive, elementi che oggi rendono il prodotto italiano un punto di riferimento in tutto il mondo.

Durante la conferenza sono stati inoltre illustrati i dettagli della prima edizione britannica di Pizza Bit Competition UK, che dopo il successo ottenuto in Italia e il debutto in Spagna approda nel Regno Unito con l'obiettivo di individuare il futuro Dallagiovanna Pizza Ambassador UK.

Le selezioni si svolgeranno in tre tappe regionali:
- 8 settembre 2026 – Pizza Nerds, Londra;
- 29 settembre 2026 – Pizza Solutions, North Yorkshire;
- 20 ottobre 2026 – Fatto a Mano, Brighton.

La finale nazionale è in programma il 18 novembre 2026 a Londra, nell'ambito dell'European Pizza Show, dove i migliori professionisti selezionati si contenderanno il titolo di ambasciatore della pizza Dallagiovanna nel Regno Unito.
Le iscrizioni sono aperte sul sito ufficiale

L'iniziativa vede il coinvolgimento di partner di riferimento del settore come Salvo 1968 e TheFork e punta a offrire ai professionisti della pizza un'importante opportunità di crescita, confronto e visibilità internazionale.

Dalla conferenza è emerso con forza un concetto condiviso da tutti i relatori: la pizza non rappresenta soltanto un'eccellenza gastronomica italiana, ma uno straordinario veicolo culturale capace di raccontare il territorio, le tradizioni, gli ingredienti e il saper fare italiano. Un patrimonio che continua a crescere e a conquistare nuovi spazi nel Regno Unito, contribuendo a rafforzare l'immagine dell'Italia nel mondo attraverso uno dei suoi simboli più amati e riconoscibili.

Dora Bortoluzzi, nata a Milano nel 1997, vive a Londra dal 2020 dove si occupa di giornalismo e video making. Con una formazione in Lingue, unisce passione ed emozione nel raccontare storie. I suoi interessi principali sono attualità, cinema e musica.