Se l’Italia entrasse in guerra: chi potrebbe essere chiamato alle armi
Il dibattito sulla difesa nazionale e sulla possibile chiamata alle armi è tornato al centro dell’attenzione in Italia, soprattutto mentre crescono le tensioni internazionali e si discute di ruolo NATO e politiche di sicurezza. Secondo l’ordinamento vigente, l’Italia non è attualmente in stato di guerra e non esiste un richiamo automatico dei cittadini alle armi. Tuttavia, lo scenario ipotetico di un conflitto ha riacceso domande su chi verrebbe mobilitato e come funzionerebbe la cosiddetta “leva”.
La leva è sospesa ma può tornare; la leva obbligatoria in Italia è stata sospesa dal 2005 con la legge n.226 del 23 agosto 2004; non è abolita in via definitiva, ma è stata sostituita da un esercito professionale. In altre parole, non esiste oggi un obbligo automatico per tutti i cittadini di svolgere il servizio militare, e chiunque svolga attività militare lo fa su base volontaria.
Nonostante ciò, ci sono proposte legislative in Parlamento, ad esempio da parte del partito della Lega, per reintrodurre un periodo di servizio civile o militare di sei mesi per i giovani tra i 18 e i 26 anni, come forma di “cittadinanza attiva”.
Che cosa accadrebbe in caso di stato di guerra Secondo l’analisi di esperti e fonti normative:
• Prima di tutto verrebbero coinvolte le Forze armate regolari: Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri. Questi organismi sono la prima linea della difesa nazionale.
• Ex militari che hanno terminato il servizio da meno di cinque anni potrebbero essere richiamati come riservisti, qualora le esigenze operative lo richiedano.
• Solo in ultima istanza potrebbe essere preso in considerazione l’arruolamento di civili, e su base medica e di età (normalmente tra i 18 e i 45 anni idonei alle visite di leva). La legge prevede visite mediche per verificare l’idoneità fisica e psicologica.
Obblighi e sanzioni:
La Costituzione italiana, all’articolo 52, definisce la difesa della Patria “sacro dovere del cittadino” e sostiene che il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. In passato l’obiezione di coscienza veniva riconosciuta, e una sua disciplina è prevista anche nel caso di nuove norme di richiamo.  Oggi, essendo la leva sospesa, non è prevista una richiamo generalizzato dei giovani senza un decreto specifico del Presidente della Repubblica che lo autorizzi in base alle legge.
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Mirko Ricci, nato a Roma nel 1981 e residente a Londra, è regista e fondatore di Complitaly TV. Detentore di cinque Guinness World Record, ha firmato il documentario pluripremiato Britalians e la docu-serie Gocce d’Italia, che racconta le storie della comunità italiana nel Regno Unito.